La proposta legislativa chiamata Industrial Accelerator Act adottata dalla Commissione Europea è volta ad aumentare la domanda di tecnologie e prodotti a basse emissioni di carbonio fabbricati in Europa. Il settore automobilistico è uno dei principali. Si attende il via libera di Parlamento e Consiglio UE dopo i consueti negoziati del "trilogo"
Martin Fedrizzi
4 marzo - 18:22 - MILANO
Dopo una serie di rinvii, la Commissione Europea ha presentato una proposta volta a imprimere una svolta strategica all'industria comunitaria, promuovendo il consolidamento del modello "Made in Europe". L'Industrial Accelerator Act (legge per l'accelerazione industriale, abbreviata in Iaa) nasce per stimolare l'industria manifatturiera nei confini dell'Unione e fissa i criteri relativi alla produzione "Made in UE" e alle basse emissioni di carbonio per l'accesso ad appalti pubblici e altre forme di sovvenzioni pubbliche. Il testo del regolamento, che entrerà in vigore solo in seguito all'eventuale approvazione del documento anche da parte del Parlamento e del Consiglio dell'Unione Europea, coinvolge alcuni settori selezionati ritenuti particolarmente strategici: acciaio, cemento, alluminio, automobili e tecnologie a zero emissioni. L’obiettivo dichiarato dall'Unione è portare l’incidenza dell’industria manifatturiera al 20% del Pil europeo entro il 2035, grazie agli strumenti previsti dall’Iaa (nel 2024, il settore rappresentava il 14,3%).
i criteri fissati dal provvedimento
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L'Industrial Accelerator Act tocca nella sua formulazione numerose tematiche industriali, dall'origine della componentistica e dei materiali sino alla provenienza degli investimenti nei settori strategici. In tal senso l'Iaa stabilisce le condizioni per gli investimenti di importo superiore a 100 milioni di euro in settori strategici in cui un unico Paese terzo controlla oltre il 40% della capacità produttiva mondiale. L'obiettivo è infatti quello di sfruttare questi investimenti per creare posti di lavoro altamente qualificati e generare valore attraverso l'innovazione: tra i paletti che gli investitori esteri dovranno rispettare c'è anche quello di garantire un impiego di lavoratori europei pari almeno al 50%. A partire dal 2029 poi la competitività dell'industria europea sarà legata al processo di decarbonizzazione, con alcuni settori chiave che si vedranno applicare quote minime di utilizzo di prodotti a basse emissioni e di origine europea. A proposito dell'Industrial Accelerator Act si è espresso anche Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutivo per la prosperità e strategia industriale dell'Unione: "Di fronte a un'incertezza globale senza precedenti e a una concorrenza sleale, l'industria europea può contare sulle disposizioni di questo atto per stimolare la domanda e garantire catene di approvvigionamento resilienti in settori strategici. Esso creerà posti di lavoro indirizzando il denaro dei contribuenti verso la produzione europea, riducendo le nostre dipendenze e rafforzando la nostra sicurezza e sovranità economica".
le ricadute sull'automobile
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Quello dell'automobile è uno dei settori maggiormente coinvolti dalle disposizioni contenute nell'Iaa. Imponendo vincoli sulla provenienza dei materiali e dei finanziamenti l'industria europea dell'auto, che si trova in un momento di particolare sofferenza anche a causa della forte competizione proveniente da Paesi extra-UE, è vista dall'Iaa come uno degli sbocchi naturali per l'acciaio verde prodotto nei confini dell'Unione. Il documento fornisce poi indicazioni e requisiti specifici per i componenti delle batterie e sancisce l'obiettivo di rafforzare la catena di approvvigionamento interna dell'industria dell'automobile. Nonostante alcune scadenze e criteri tecnici siano già delineati, i dettagli specifici saranno probabilmente oggetto di negoziazione nelle successive fasi dell'iter d'approvazione che coinvolgerà anche le altre istituzioni europee.











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