In Triennale Milano 'Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present'

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Dalle prime sperimentazioni radicali con Archizoom Associati, attraverso le esperienze con Studio Alchimia e Memphis, fino allo sviluppo di un approccio antropologico al design, la parabola creativa di Andrea Branzi è raccontata attraverso lo sguardo dell'amico di lunga data Toyo Ito, architetto giapponese premio Pritzker, nella mostra 'Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present' allestita dal 19 marzo al 4 ottobre in Triennale Milano nell'ambito del partnerariato con Fondation Cartier pour l'art contemporain.
    La grande mostra monografica dedicata all'architetto e designer è un omaggio nato dal forte legame che le due istituzioni culturali hanno intrattenuto con lui. Curato da Nina Bassoli di Triennale e Michela Alessandrini della Fondation Cartier, il percorso mette in luce la ricerca di Branzi, focalizzata sui temi della fragilità, dell'ibridazione, della coesistenza, dell'ecologia e della contaminazione tra discipline diverse. Toyo Ito ha concepito il progetto espositivo come "un flusso ininterrotto", all'interno di uno spazio organizzato per "flussi e vortici", che sottolinea come le opere di Branzi non appartengano al passato ma a un "presente continuo".
    In mostra oltre 400 opere, tra installazioni ambientali, modelli e disegni, oggetti di piccole e grandi dimensioni provenienti da serie note e meno conosciute, insieme a video e documenti d'archivio. Cuore del percorso la grande installazione site-specific dedicata a No-Stop City (1969-1972), una critica radicale alla metropoli moderna.
   

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