È il 1981 e l'artista Luca Vernizzi
varca la soglia di via Durini 24, con tela, colori, pennelli e
l'immancabile camice bianco del pittore, per realizzare un
ritratto di Giorgio Armani, il primo dal vero, che lo stilista
sceglie di far dipingere nel suo ufficio. Nella neonata sede di
Emporio Armani, la seconda linea ideata da 'Re Giorgio', che
avrebbe rivoluzionato la moda giovanile italiana, il
"ritrattista dei giovani" immortala lo stilista in t-shirt
bianca divenuta presto, anche nella variante nera, un emblema
della sua firma. Il ritratto di Vernizzi, nel quale lo stilista
è colto nell'attimo in cui sembra "affacciarsi" dentro la tela,
sarà ospite d'eccezione, dal 4 al 27 settembre, della Oblong
Contemporary Art Gallery di Forte dei Marmi. Un omaggio della
Galleria diretta da Paola Marucci, con sede anche a Dubai, a un
anno dalla scomparsa di Armani.
Il ritratto dedicato allo stilista, che per scelta
curatoriale rimarrà l'unico esposto nella località marittima in
provincia di Lucca - nonostante Vernizzi abbia realizzato nel
tempo molti e importanti ritratti di personaggi famosi, da
Giulietta Masina a Walter Chiari, da Paolo Crepet a Vittorio
Sgarbi - è anche l'occasione per esplorare lo stile del pittore
che, nelle sue tele monumentali, ha raccontato come pochi la
Milano degli anni '60, '70 e '80.
Vernizzi ha festeggiato i suoi 85 anni con una mostra
promossa dal Comune di Milano alla Fabbrica del Vapore di
Milano. Accanto al ritratto di Armani, arrivano quindi per la
prima volta a Forte dei Marmi anche le tele monumentali esposte
in anteprima assoluta a Milano e raccolte sotto il titolo di
'Macro Pop'. Raccontano il percorso dell'artista dedicato alle
"cose" come 'Frutta e pomodori' del 2012, 'Accappatoi, Detersivo
per i piatti, Mazzo di chiavi' del 2020, 'Annaffiatoio' del 2022
e il più recente 'Occhiali da sole' del 2025.
"Armani - commenta Vernizzi - nei primi minuti del nostro
incontro fu di poche parole. Capii subito che non era per
mancanza di gentilezza, ma perché il suo essere silenzioso
corrispondeva al suo carattere di persona molto riservata. Fui
io a guidarlo nella posa e colse il mio suggerimento per tutto
il tempo necessario al ritratto senza mai muoversi, con estrema
compostezza. Solo al termine del ritratto Armani si sciolse e si
compiacque del mio lavoro rivolgendomi i suoi complimenti per
"aver colto il suo sguardo così come si vedeva egli stesso".
A sollecitare Vernizzi a realizzare un ritratto allo stilista
Armani, quando già iniziava la sua inarrestabile ascesa nel
fashion system mondiale, era stato l'amico Luciano Francesconi,
storico disegnatore del Corriere della Sera.
Negli anni immediatamente successivi al ritratto il pittore
incontrerà più volte il suo soggetto tra i locali alla moda di
quella Milano degli anni '80 che accelerava velocemente per
diventare la capitale mondiale della moda.
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10 ore fa
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