Ilaria Cucchi: 'Con le parole della nipote di Fakir ho rivissuto un dolore, in atto una macchina del fango'

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"Sentir parlare la nipote della vittima per me è stato come rivivere un dolore. Io parlo da cittadina, una cittadina che ha vissuto sulla propria pelle quello che sta per vivere questa famiglia. Lo vediamo già da adesso la macchina del fango. Si comincia già a dire che è morto per colpa sua. Vi ricorda qualcosa?". L'ha detto la senatrice di Avs, Ilaria Cucchi e sorella di Stefano morto dopo un fermo di polizia, in riferimento alla nipote di Abderrahim Fakir, morto anche lui dopo un fermo di polizia a Bologna. 

"Sappiamo benissimo cosa dovrà affrontare questa famiglia - ha continuato la senatrice - Il processo al morto, come lo chiamo io, è già in piedi. Già gli stanno attribuendo una serie di reati che invece appartenevano a qualcun altro, ugualmente ucciso. Ma vi rendete conto? Per non parlare del fatto che le prime indagini vengono eseguite dai colleghi dei presunti colpevoli. Io su questo ho proposto un disegno di legge per assegnare le inchieste sulla polizia ai carabinieri e viceversa". 

La nipote di Fakir: 'Ci dissociamo dagli scontri, Bologna non li merita'

"Ci dissociamo dagli scontri e disordini avvenuti in piazza a Bologna e dopo, non siamo assolutamente d'accordo. Vedere il centro maltrattato così ci colpisce profondamente e Bologna non lo merita". Lo afferma Yossra Fakir, nipote di Abderrahim Fakir, in collegamento con una conferenza stampa in corso al Senato sulla vicenda promossa dalla senatrice Cucchi.

"Non accettiamo - ha detto ancora la giovane con la voce rotta dall'emozione - che la memoria di mio zio venga macchiata. Noi stiamo vivendo un dolore enorme ma non puo trasformarsi in violenza, assolutamente. Mio zio non è un numero o un caso ma una persona con una vita e con una famiglia che chiede risposte. Quello che è successo non può essere ridotto a errore o fatalità ed è giusto chiedersi il perché. Noi vogliamo la verità e che vengano accertate le responsabilità. Chiediamo rispetto per mio zio, per la sua memoria e dignità e rispetto per la sua famiglia. Noi continueremo a farci sentire finché non avremo risposte".

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