La partita di inaugurazione nello stadio di Italia-Germania 4-3 e dei trionfi di Pelé e Diego
Lì dove esiste una targa che ricorda “el partido del siglo”. Nello stadio in cui Rivera, Riva, Boninsegna e gli altri azzurri crearono la leggenda di Italia-Germania 4-3, il 17 giugno 1970, uno stato della mente più che un risultato, una data della nostra storia, un film, un brivido dentro. Noi però non ci siamo, le porte del tempio sono sbarrate. Per la terza volta di fila assisteremo alla “prima” di un Mondiale da casa, chiedendoci il perché dell’ennesimo fallimento. Nel 2026 fa più male e non soltanto perché la malinconia si confonde con la rassegnazione: sarebbe stato bello tornare all’Azteca, agli oltre duemila metri di Città del Messico, a Messico-Sudafrica che inaugura la Coppa, a tutti quei ricordi, per di più con un osservatore del ct a studiare eventuali avversarie. Perché il gruppo di Messico, Sudafrica, Corea del Sud e Cechia avrebbe incrociato proprio quello dell’Italia. Messico, nuvole e rimpianti.
Terza per Aguirre
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Il Mondiale si presenta oggi pomeriggio alle 13 locali, le 21 da noi, e faremo bene ad abituarci a queste immagini di luce mentre in Italia sarà buio in tutti i sensi. Non è una novità Messico-Sudafrica: era stata l’inaugurale del 2010 a parti invertite, a Johannesburg, 1-1. Il ct era lo stesso, Javier Aguirre, tornato per un terzo ciclo sulla panchina messicana. Non è un gran momento per i padroni di casa che, da otto Mondiali, non vanno oltre gli ottavi di finale. Aguirre nel 2024 ha preso il posto di Lozano eliminato in Coppa America. Sogna: "Un Mondiale in casa è indimenticabile. Contro il Sudafrica giocheremo da favoriti. Siamo pronti. Anch’io mi sento più pronto che in passato: ho la pace dentro".
Gimenez proclama
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Nel premondiale ha sconfitto Serbia, Australia e Ghana, schierando un 4-3-3 che tende a trasformarsi in un 4-2-4, con l’ala destra Alvarado che si allarga per fare spazio a Gutierrez mezzala d’incursione. Al centro dell’attacco Gimenez, ma Raul, che sta per trasferirsi al Wolverhampton. In panchina il milanista Santiago Gimenez che, parlando con Billboard Italia, non s’è posto limiti, beato lui: "Sono emozionato. Quando indossi la maglia della nazionale rappresenti un intero Paese. Sarà un grande Mondiale e magari diventerò il capocannoniere". Molta attesa per il diciassettenne Gilberto Mora, l’unico minorenne del torneo, ma per Aguirre non è ancora un titolare, mentre stampa e tifosi lo chiedono a gran voce. Non dovrebbe giocare Ochoa, al suo sesto Mondiale, 40 anni: "Lui e Rangel hanno le stesse possibilità". In campo il genoano Vasquez per la consolidata coppia difensiva con Montes.
Gente in piazza
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Saranno quasi 80mila per il Messico, ma raggiungere lo stadio potrebbe non essere facile. Dall’altro ieri le piazze sono calde e non per il pallone: il sindacato degli insegnanti sta bloccando le principali vie di accesso all’Azteca, accusando il governo di dare priorità ai preparativi per il Mondiale e di stanziare risorse per il calcio, trascurando i diritti degli insegnanti e i servizi pubblici essenziali. Il Sudafrica osserva senza chiedere molto a questo Mondiale. Ha vinto il gruppo di qualificazione contro la favorita Nigeria, ma non si fa grandi illusioni sul torneo. La critica di Johannesburg rileva l’incapacità federale di sfruttare il Mondiale 2010 per investire. I giocatori sono quasi tutti impegnati nel campionato sudafricano e non hanno esperienza internazionale. Non è facile la missione del ct belga Hugo Broos che punta sugli stranieri Okon (Hannover), Foster (Burnley) e Mbokazi (Chicago Fire) per ribaltare un pronostico non certo favorevole. La favola dei “Bafana Bafana” non ha ancora un lieto fine.










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