Il Tar respinge i ricorsi di ambientalisti e Comuni sul ponte Stretto

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Stop ai ricorsi contro il ponte sullo Stretto di ambientalisti, Comune di Villa San Giovanni e Città metropolitana di Reggio Calabria depositati a dicembre di due anni fa. Il Tar del Lazio li ha ritenuti inammissibili in quanto veniva chiesto l'annullamento del parere della Commissione Via/Vas del 13 novembre 2024 - favorevole alla valutazione di impatto ambientale del ponte - e della deliberazione della Presidenza del consiglio dei ministri del 9 aprile 2025 di approvazione della relazione Iropi, nonché di diversi atti presupposti, connessi e conseguenti relativi al progetto".

Ma la Commissione Via/Vas "preposta alla tutela dell'ambiente" scrivono i giudici amministrativi nelle sentenze, "svolge un'attività meramente istruttoria, mentre la compatibilità ambientale è valutata dall'organo politico (il Cipess o il Consiglio dei ministri, in caso di dissenso del ministro dell'Ambiente), i cui atti sono perciò gli unici impugnabili". Dunque "spetta al Cipess, contestualmente all'approvazione del progetto definitivo, pronunciarsi sulla compatibilità ambientale dell'opera". "Richiamando quanto espressamente riconosciuto in un precedente della Corte di giustizia europea, il giudice ha confermato l'interpretazione del quadro normativo generale e speciale di riferimento per l'opera seguita dalle amministrazioni competenti e dalla Stretto di Messina", commenta la società Stretto di Messina. Legambiente, Lipu e Wwf Italia sottolineano, dal canto loro, che i ricorsi non sono stati respinti ma ritenuti inammissibili in quanto "prematuri".

"Nessuno stop sostanziale all'azione delle associazioni - osservano gli ambientalisti -. Lo stesso Tar, infatti, riconosce che 'in ogni caso, non può essere biasimata la strategia difensiva osservata dalla parte ricorrente, che ha cautelativamente impugnato i 'pareri' della Commissione, nel dubbio che l'interpretazione del d.l. n. 35 del 2023 ne potesse precludere l'impugnativa successiva". "Si tratta dunque di una decisione procedurale - proseguono - nell'ambito della quale il Tar rammenta la necessità che la decisione finale del Cipess per il Ponte, così come per le cosiddette Grandi Opere, sia accompagnata 'da un rigoroso assolvimento dell'onere motivazionale'". E "ribadiscono le contestazioni di merito sollevate, sia di carattere ambientale che costituzionale e comunitario, e, anche alla luce delle indicazioni date dalla sentenza, le stesse saranno riproposte in sede di ricorso alla delibera Cipess".

Per il Comune di Villa San Giovanni "questa sentenza, nel darci contezza delle norme da applicare alla procedura in corso, rende chiaro il ruolo che questa città dovrà esercitare, in via amministrativa ed eventualmente anche processuale, rispetto a tutte le iniziative che accompagneranno l'evolversi della vicenda ponte sullo Stretto". Ma secondo il senatore Nino Germanà, segretario della Lega in Sicilia e componente della commissione Trasporti a Palazzo Madama "la decisione del Tar del Lazio attesta la piena correttezza del percorso intrapreso dal governo e dalla società Stretto di Messina". E ricorda che "il 28 marzo saremo a Messina insieme al ministro Matteo Salvini per la prima manifestazione spontanea per il Sì al ponte".
   

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