Il "seccatiello" che vinse la Scarpa d'Oro e un Europeo: il romanzo italiano di Immobile

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during the serie A match between SS Lazio and Hellas Verona FC at Stadio Olimpico on February 19, 2018 in Rome, Italy.

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Quattro volte capocannoniere, grande a Pescara, Torino e Lazio, mai davvero incisivo in Nazionale: Ciro si ritira a 36 anni dopo 350 gol in carriera e sei trofei. Tre di questi in biancoceleste, la squadra della vita

Francesco Pietrella

Giornalista

15 agosto - 17:55 - MILANO

Anche il pallone ha le sue moire. Un destino deciso da qualcuno che sceglie come si sviluppa la tua vita e anche come andrà a finire. Nella storia di ogni calciatore c’è un filo dorato che si srotola dalle mani di Cloto, prosegue attraverso Lachesi e infine viene reciso da Atropo, l’ultima delle donne del mito greco legato al fato. A un pugno di ore da un Ferragosto come tanti è finita l’era di Ciro Immobile, 36 anni, l’ottavo marcatore della storia della Serie A con 201 gol, quattro volte capocannoniere - come lui nessuno mai -, Scarpa d’Oro, miglior bomber della Lazio con 207 reti e campione d’Europa con la Nazionale. Chissà cosa avrà pensato, malinconico ma appagato, nell’osservare quei fuochi d’artificio sotto di lui, come nella scena finale di "Vi presento Joe Black", quando Anthony Hopkins scorge gli occhi commossi di Brad Pitt, che interpreta la morte, e gli sussurra con tono paterno: "Questa è la vita, che posso dirti?". Aveva ragione: staccarsene è dura.

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