maledetti
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Luis Fernando Montoya contro ogni pronostico aveva guidato i colombiani dell'Once Caldas alla vittoria della Libertadores, perdendo solo ai rigori col Porto di Mou l'Intercontinentale. Poi un tentativo di rapina a Bogota lo ha costretto su una sedia a rotelle
Il tempo della felicità non è uguale per tutti. Non c’è democrazia, soltanto la dittatura del destino alla quale tutti siamo assoggettati. C’è chi ha la fortuna di vivere la felicità per l’intera esistenza, chi ne beneficia per qualche decennio o per qualche anno, e chi, come il protagonista di questa storia, ha soltanto centosettantaquattro giorni per godersela. Più o meno, sono cinque mesi e mezzo. E dopo cala il sipario e il buio si prende la scena. Luis Fernando Montoya ha quarantasette anni. E’ l’allenatore dell’Once Caldas, squadra colombiana di Manizales, città a duemila metri di altitudine, incastonata tra pittoresche montagne e dirupi spaventosi. Siamo nel 2004.










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