Il principe Hussein e il sogno Giordania: "Che orgoglio essere al Mondiale"

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Il 32enne figlio della popolare regina Rania, amatissima per il suo attivismo a favore dei diritti umani, ha tenuto a rapporto la squadra negli Usa

Un tifoso speciale segue ogni passo, ogni movimento, ogni scatto della nazionale giordana. Si tratta del principe ereditario Hussain Ibn Abd Allah, 32 anni, figlio primogenito del re Abd Allah II e della popolare regina Rania, amatissima per il suo attivismo a favore dei diritti umani. La Giordania, che si allena a San Diego in California, farà il suo debutto assoluto in un Mondiale mercoledì contro l'Austria, dopo aver chiuso al secondo posto dietro alla Sud Corea il proprio girone di qualificazione. A risultato raggiunto è stata festeggiata adeguatamente dalla famiglia reale e da migliaia di tifosi che sono scesi in strada. Ma si sa, l'appetito vien mangiando. 

il personaggio

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Adesso il commissario tecnico marocchino, Jamal Sellami, ha una bella responsabilità: regalare un sorriso al principe, che per essere un nobile di religione islamica ha abitudini originali. Sul profilo Instagram, che ha 5,4 milioni di follower, Hussain concede molto spazio alla sua passione per il calcio, sport praticato sin da bambino insieme ad attività più avventurose come paracadutismo, arrampicata e torrentismo. "So che non ci aspetta un compito facile in America - ha spiegato il principe - ma sono sicuro che la Giordania esprimerà il massimo del suo potenziale. Per noi è un orgoglio poter giocare un Mondiale e mi auguro possa diventare un punto di partenza: la nostra crescita non è casuale, dipende da un lungo lavoro effettuato nelle accademie per formare i calciatori. E mi auguro che tutto il calcio arabo possa piano piano salire di livello". 

la carica

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Hussain è particolarmente contento perché dei settori giovanili del Paese si occupa da tanti anni in prima persona. Già ma ai calciatori cosa ha detto? Intanto si è complimentato con loro per la disciplina tattica dimostrata nelle fasi di qualificazione. Poi però li ha invitati a prendere coscienza del momento: è meglio evitare brutte figure, soprattutto nella terza partita del girone contro l'Argentina. "Non conta tanto il risultato quanto la performance: ci guarderà tutto il mondo" ha ricordato alla squadra. Che si affida all'estro di Musa Al Tamaari, ala destra del Rennes, per non tornare a casa senza punti. L'altra stella è l'attaccante Ali Olwan, che gioca in Qatar: la sua tripletta contro l'Oman (3-0) è stata decisiva per meritare il viaggio in America.

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