Il primo 12 cilindri Ferrari: 40 anni di vittorie

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- 125 S, la prima vettura costruita dalla Ferrari nel 1947.
- Nella foto la vettura replica realizzata nel 1987 dalla carrozzeria Dino Cognolato di Vigonza, Padova.

Emilio Deleidi

19 aprile - 12:59 - MILANO

Progettato da Gioachino Colombo per la prima auto del Cavallino rampante, è stato utilizzato dal 1947 al 1989 con cilindrate e potenze sempre crescenti

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L'uovo di Colombo

“La Maserati ha un ottimo quattro cilindri, gli inglesi hanno la Era a sei cilindri e l’Alfa Romeo ha otto cilindri. Lei, a mio parere, dovrebbe costruire un dodici cilindri!”. A parlare così, senza timori riverenziali, a Enzo Ferrari in persona è Gioachino Colombo, uno dei più grandi progettisti italiani di motori di tutti i tempi, nato a Legnano nel 1903 e autore anche dell’Alfa Romeo 158, quell’Alfetta che avrebbe vinto i primi due Campionati del mondo della storia della Formula 1 nel 1950 e 1951. Al tempo di quella conversazione con il Drake, avvenuta nel luglio del 1945, la risposta di Ferrari è entusiastica: «Caro Colombo», disse, «lei mi legge nel pensiero. Da anni sogno di fare un dodici cilindri… si metta subito al lavoro». Il dialogo, riportato così nel volume “Le origini del mito. Le memorie del progettista delle prime Ferrari” dallo stesso Colombo (Sansoni Autocritica, 1985), fu brevissimo, ma ricco di conseguenze. Perché il progettista lombardo, che a Maranello sarebbe rimasto solo fino al 1951 prima di tornare nuovamente a lavorare all’Alfa Romeo, si mise immediatamente all’opera, dando vita a un motore destinato a equipaggiare intere generazioni di Ferrari stradali per oltre quarant’anni. Ma la sua gestazione merita di essere ricordata: è Colombo stesso a ricordare come, nel giorno di Ferragosto di quell’anno che vedeva l’Italia ancora piegata dalla guerra, invitato a pranzo a casa della sorella, si fosse seduto sotto un albero, con in mano una penna e un foglio di carta, e avesse impostato di getto il disegno della testata del nuovo motore. «Due valvole inclinate, comandate da un bilanciere per parte e da un solo albero a camme», con la candela collocata sul lato dei carburatori. Tutto il resto sarebbe venuto da sé, non appena trovato, nonostante le difficoltà del periodo, un tavolo da disegno e un tecnigrafo in prestito: «Due file di sei canne-cilindro, in ghisa, montate per circa un terzo della loro altezza, su di un basamento monolitico di alluminio», con bronzine di nuovo tipo, prodotte in Inghilterra dalla Vandervell di Tony Vandervell. Proprio l’uomo che inizialmente sarà uno dei primi clienti della Ferrari, poi ne diventerà rivale dando origine alla Vanwall, le cui monoposto in Formula 1 sconfiggeranno le Rosse in diversi Gran Premi del 1957.

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