Il prezzo del petrolio torna a salire dopo l'attacco agli impianti iraniani

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Torna a salire il prezzo del petrolio dopo la notizia, diffusa dai media ufficiali iraniani, di un attacco all'impianto petrolifero del Paese a Asaluyeh. Il greggio Wti che in mattinata perdeva terreno con un ribasso di oltre il 3%, ha cambiato subito andamento e ora è risalito a 95,5 dollari al barile con un calo dello 0,7%. 

Proprio sull'innalzamento dei prezzi del greggio dopo la crisi in Medio Oriente per la guerra in Iran, con un faro anche su possibili fenomeni di speculazione, è a lavoro il governo italiano. Il dossier carburanti è stato al centro di un incontro a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. 

Borse, l'Europa avanza

Le Borse europee restano positive a metà seduta in attesa di avere indicazioni sulla politica monetaria nel nuovo contesto geopolitico - oggi toccherà alla Fed e domani alla Bce - e con un occhio fisso alle evoluzioni del conflitto mediorientale. Parigi avanza dello 0,9%, Milano dello 0,8%, Francoforte dello 0,6% e Londra dello 0,3% mentre a New York i future sul Nasdaq salgono dello 0,6% e quelli sull'S&P 500 dello 0,5%. I listini ritracciano dai massimi della mattinata dopo che è emerso che il giacimento di gas South Pars, il più grande al mondo, è stato colpito da Usa e Israele. Il petrolio, in calo in avvio di seduta, segnala ora andamenti divergenti tra il Wti americano che riduce i ribassi allo 0,9%, a 95,32 dollari al barile, e il Brent europeo, che sale del'1,2% a 104,76 dollari mentre anche il gas europeo riduce i ribassi (-1,4% a 50,82 euro). Dopo una partenza positiva frenano anche i titoli di Stato, i cui rendimenti rischiano di essere impattati da una fiammata inflattiva e da una stretta sui tassi: quelli dei Btp sono poco mossi al 3,64% mentre lo spread col Bund risale a 75 punti base. A Piazza Affari avanzano lusso e banche, con in testa Cucinelli (+4,1%), Moncler (+3,6%), Buzzi (+3%), Banco Bpm (+3%), Popolare di Sondrio (+3%), Bper (+2,9%) e Mediobanca (+2,9%) mentre soffrono le utilities con Enel (-1,5%) ed Hera (-1,5%). Fuori dal Ftse Mib a picco Brembo (-10%) e De Nora (-5,7%) dopo i conti e Acea (-8,5%) dopo il collocamento del 4% da parte di Suez.

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