Il petrolio non si ferma, barile sopra 100 dollari. Corre anche il gas

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Non ci sono segni di rallentamento nell'impennata delle quotazioni energetiche, legate alla guerra in Iran. Il prezzo del Brent ha toccato 108 dollari al barile, mentre il gas naturale alla Borsa di Amsterdam è salito del 16%, raggiungendo 62,3 euro al megawattora. I paesi del G7 stanno valutando il ricorso alle riserve strategiche di greggio

9 marzo 2026 (modifica alle 10:24) - MILANO

A quota 90 venerdì 7 marzo, sfondata la barriera dei 100 dollari al barile nella mattinata di lunedì 9 marzo: il petrolio costa sempre di più e la sua corsa, almeno per il momento non accenna a rallentare: 107,19 dollari al barile in mattinata (+17,92% rispetto a venerdì), dopo aver toccato anche 120 dollari, il massimo dal 2022. Allo stesso modo restano altissime le quotazioni del gas naturale. Alla Borsa di Amsterdam il 9 marzo il prezzo ha raggiunto 62,3 euro al megawattora (+16,8%). I mercati dunque non ritengono probabile una soluzione a breve termine della guerra in Iran da parte di Usa e Israele con i conseguenti attacchi iraniani ai paesi arabi (i maggiori produttori mondiali di petrolio) e il blocco di fatto dello stretto di Hormuz, da cui passano le petroliere che caricano il greggio da quella zona. Per tale motivo, a meno che non intervenga in qualche modo il Governo, aumenteranno ulteriormente i prezzi dei carburanti alla pompa e quelli dell'energia elettrica: il gas naturale in Italia è impiegato per produrre il 78% del fabbisogno di energia elettrica (dati Terna riferiti al 2024).

prezzi petrolio e gas, il g7 pensa d'intervenire

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Proprio perché non si prevede un ritorno alla normalità in breve tempo, i governi del G7 (di cui fa parte anche l'Italia) dovrebbero riunirsi nel pomeriggio del 9 marzo, secondo quanto riferisce il Financial Times. All'esame la possibilità di autorizzare il ricorso alle riserve strategiche di petrolio per una quota dal 25 al 30% su 1,2 miliardi di barili.

La Gazzetta dello Sport

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