Con 311 voti contrari, 228
favorevoli e 92 astenuti, il Parlamento europeo ha respinto la
deroga, in scadenza il 3 aprile, alle norme europee sulla
privacy che permette alle piattaforme di scansionare, su base
volontaria, i messaggi alla ricerca di materiale
pedopornografico. Un rinvio necessario per evitare un vuoto
normativo: senza un accordo, viene meno lo strumento giuridico
che consente a servizi di messaggistica e provider di email di
individuare immagini e video di abusi sessuali sui minori. La
misura nasce come soluzione ponte in attesa del regolamento
definitivo, il cosiddetto Chat Control.
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2 ore fa
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