Il Papa: 'Garantire diritto di difesa e durata ragionevole processi'

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"La giustizia quando è esercitata con equilibrio e fedeltà alla verità diventa uno dei più solidi fattori di unità nella comunità; essa non divide ma rafforza i legami che uniscono le persone e contribuisce a edificare quella fiducia reciproca che rende possibile la convivenza ordinata. Nel contesto dello stato della Città del Vaticano, l'amministrazione della giustizia non si limita alla risoluzione delle controversie ma contribuisce alla tutela dell'ordine giuridico e alla credibilità delle istituzioni: l'osservanza delle garanzie procedurali, l'imparzialità del giudice, l'effettività del diritto di difesa e la ragionevole durata dei processi non rappresentano solo strumenti tecnici ma costituiscono le condizioni attraverso le quali l'esercizio della funzione giurisdizionale acquista particolare autorevolezza e contribuisce alla stabilità istituzionale". Così papa Leone aprendo l'anno giudiziario vaticano. 

Domani il Papa a Ponte Mammolo, 'qui aperti a ultimi e bisognosi' 

"Essere preti in queste zone vuol dire andare a raccogliere gli ultimi, quelli con grande difficoltà, cercando di aiutarli a camminare da soli, fare in modo che ritrovino una dignità perduta. Qui ci sono diverse storie di disagio, dove spesso manca la presenza dei genitori e se c'è non è ben guidata, quindi anche i genitori hanno bisogno di una mano". A parlare ai media vaticani è l'unico parroco italiano della chiesa del Sacro Cuore di Gesù, don Domenico Romeo, dove domani, si conclude il ciclo delle cinque visite parrocchiali in avvicinamento alla Pasqua di papa Leone. La parrocchia si trova poco distante dal carcere di Rebibbia, ed è molto attiva dal sostegno ai senza fissa dimora alla scuola di italiano per stranieri, dalle case famiglia per donne vittime di violenza all'oratorio. "Cerchi di aiutare i ragazzi a vivere la parrocchia affinché la strada non diventi per loro una cattiva maestra - racconta don Domenico -. Purtroppo è capitato con alcuni, la strada spesso è la via più breve per fare soldi". A parlare anche Massimo Di Folco, coordinatore del servizio docce organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio: in 26 anni sono passate di qua circa 32 mila persone. Non solo utenti, ci tiene a precisare: "Qui si chiacchiera, ci si incontra. È un posto tranquillo, non si sta fuori con la minaccia di qualcuno che magari vuole farti del male. Si acquisisce quella serenità, quella quotidianità che spesso si è persa". Considerato il tempo di guerra attuale, aggiunge, la visita del Papa è un dono ulteriore: a pagare lo scotto delle guerre sono infatti sempre i più poveri, e lo pagano più pesantemente.

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