Il Milan è la squadra che fa meno cambi di tutti in Serie A, e un motivo c'è...

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Nessuno effettua meno sostituzioni di Max in Serie A (110). In Europa invece il Diavolo è sedicesimo (comanda il Lione a quota 89): anche i tecnici delle big con un gruppo numeroso hanno il loro zoccolo duro

Francesco Albanesi

13 marzo - 19:49 - MILANO

Il cambiamento, a volte, fa paura. Può scombussolarti la vita, a seconda delle prospettive, e in certi casi ridimensionarti. Poi c’è chi invece è abituato a fidarsi di se stesso, di quello che decide tempo prima, senza prendersi il minimo rischio. Ecco, Max Allegri quest’anno sta un po’ a metà di questa teoria. Se il Milan è la squadra che fa meno cambi di tutti in Serie A (110 su 140 possibili), un motivo c’è. Anche se, di mezzo, ci sono diverse variabili che cambiano da squadra a squadra. Perché è vero che il Milan ha avuto diversi infortuni durante la stagione, che inevitabilmente hanno accorciato la rosa. Ma se allarghiamo lo sguardo all’Europa viene spontanea una domanda: com’è possibile che il Psg, con una panchina ben più lunga e qualitativa, abbia fatto meno cambi?

infortuni e gestione tecnica

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Partiamo da un dato. La squadra che fa meno cambi in Europa, tra i top cinque campionati, è il Lione di Fonseca (89). Il Milan è sedicesimo, al pari del Nottingham Forest, che in Premier League sta lottando per non retrocedere. Nelle 28 giornate di campionato disputate, Allegri ha avuto mediamente 9 panchinari su 15 a disposizione, di cui due sono sempre stati portieri. Insomma, 7 giocatori di movimento realmente utilizzabili. E a volte, in quella lista, comparivano anche ragazzi della Primavera e di Milan Futuro. Non esattamente le condizioni ideali per pescare il jolly dalla panchina. La serie di infortuni caduta su Milanello – soprattutto tra ottobre e novembre – non ha di certo aiutato Max, che storicamente è uno degli allenatori più abili a cambiare le partite con i subentrati. Solo nella gara di andata contro il Como, a metà gennaio, Allegri ha potuto contare su 12 uomini a disposizione: record stagionale. Oltre a questo tema, però, c’è anche un fattore di fiducia e affidabilità. Prima dell’ora di gioco, mediamente, Max non cambia quasi mai. I migliori – salvo problemi fisici – sono sempre titolari e Allegri tende a fidarsi di loro per quasi tutta la partita. Per le seconde scelte, il discorso è diverso. Due gli esempi. Nkunku, pagato 40 milioni, nel derby è entrato solo a cinque minuti dalla fine. Jashari, costato 35 milioni, ha festeggiato la vittoria… ma con la pettorina gialla addosso. L’ultimo subentrato a cambiare una partita è stato Füllkrug, contro il Lecce a metà gennaio, con il gol partita.

caso psg

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Il Psg è l’unica big europea che ha fatto meno cambi del Milan (104). Nell’ultima partita di Ligue 1 contro il Monaco, in panchina c’erano Dembélé (Pallone d’oro), Gonçalo Ramos, Marquinhos, Lucas Hernandez, Mayulu, Beraldo, Lee Kang-in, Chevalier e Mbaye. Una miniera d’oro. Eppure Luis Enrique per l’occasione ha deciso di fare solo quattro cambi. E la sua squadra ha perso. Paradossale, considerando tutto quel materiale a disposizione. Il Real Madrid ha fatto appena otto cambi in più del Milan in Liga (118) e nelle ultime partite Arbeloa poteva pescare dalla panchina giocatori come Rodrygo, Carvajal, Mastantuono, Huijsen, Brahim, Ferland Mendy, Arnold o Rudiger. Il Manchester City ne ha fatti ancora meno: 113. Il Liverpool 114, il Bayern Monaco 115. Tutto questo per dire che il numero di cambi dipende da tanti fattori. Avere una panchina lunga e di qualità non significa automaticamente sfruttare tutte e cinque le sostituzioni. Può essere strategia, gestione dei tanti impegni stagionali o anche poca fiducia in alcuni ricambi, magari per caratteristiche. Uno spacca partite, per esempio, al Milan oggi manca. Quel Douglas Costa che Allegri alla Juve si giocava, spesso e volentieri, proprio a gara in corso.

conte e allegri: metodi diversi

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Il Napoli, falcidiato da mesi dagli infortuni, ha fatto 122 cambi in Serie A. A differenza di Allegri, Conte ha lanciato una scommessa (Vergara), rispolverato Mazzocchi e dato fiducia a Marianucci e Ambrosino – terze scelte –, inserendo col tempo anche i nuovi acquisti. Certo, la sua squadra ha probabilmente una panchina più lunga di quella del Milan, rinforzata anche dal mercato. Ma Conte ha deciso di rischiare qualcosa in più. Qui la differenza con Max. Curiosità: l’Inter ha effettuato 137 cambi, la Juve 135, la Roma 129. Il Bologna è la squadra che in Serie A ne effettua di più (139), Torino e Como seguono con 138. Insomma, in un’epoca in cui è possibile cambiare mezza squadra di movimento, fa strano vedere grandi club - con panchine importanti - preferire la stabilità dell’undici titolare. Il Milan, oggi, è sicuramente tra queste. L’anno prossimo, salvo cataclismi finali, ci sarà la Champions. Una competizione “in cui bisogna fare un certo tipo di rosa”, come ha detto lo stesso Allegri. Solo allora capiremo se Max sarà davvero… cambiato.

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