OPINIONE
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Cardinale e Calvelli continuano i colloqui, il tempo è l'avversario numero uno
Uno spettro si aggira per l’Europa. Non è il comunismo secondo Marx, è quel poco di Milan che è rimasto che, tra colloqui e incontri via Zoom, si affanna a cercare una nuova identità. Riepiloghiamo. Il Milan ha scelto la strada della discontinuità dopo una stagione conclusa con il fallimento dell’obiettivo minimo, la qualificazione alla Champions. È una scelta legittima. Meno comprensibile è che, a distanza di tre settimane, la rivoluzione sia rimasta incompiuta. Ci troviamo di fronte a un club (che in fondo avrebbe il calcio come suo core business), che ha azzerato la parte più importante della propria struttura, quella sportiva, senza aver predisposto con la stessa rapidità la fase successiva. Difficile trovare precedenti simili.









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