Il glaucoma, un crociato rotto e l'attacco di panico: ecco perché l'oro di Mazzel vale il triplo

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La neolimpionica del superG ha sfidato la sfortuna vivendo la vita al massimo, con mille hobby, come suonare il corno francese, e lo sport. Nel 2017 la malattia di cui non si era accorto nessuno, nel 2023 la rottura del ginocchio. E prima di gareggiare la crisi nervosa...

Simone Corbetta

9 marzo - 15:01 - MILANO

Chiara Mazzel era in motorino quando stava per investire dei pedoni e si accorse che da un occhio la vista non era più la stessa. Da lì a qualche mese anche l’altro occhio non aveva più la vista nitida. Era il 2014, aveva 17 anni. Le fu diagnosticato tardivamente un glaucoma fulminante che l’ha resa quasi cieca dall’occhio destro e le ha tolto totalmente la vista dal sinistro. La malattia c’era da tempo, ma nessuno se ne era accorto. Dopo la diagnosi il silenzio era l’unico compagno. Per due anni rimase chiusa in casa, bloccata dalla paura. 

nel 2023 l'altra mazzata

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Poi le Paralimpiadi di Pyeongchang 2018, la luce dopo il buio. Ascoltare le imprese di Giacomo Bertagnolli le ha dato nuovi stimoli. Lo sport, in particolare lo sci, le hanno dato la forza di superare il silenzio in cui si era chiusa. Due anni in cui ha trasformato il suo isolamento in una seconda vita: “Ho capito di essere un’atleta internazionale quando ho accettato la disabilità, da lì la strada è stata in discesa”. Le gare, le vittorie, i podi. Sembrava andar tutto bene, finché, dopo tre medaglie d’oro ai Mondiali di Espot 2023, arriva il terribile infortunio che le ha causato la rottura del crociato e dei menischi del ginocchio sinistro. Aveva pensato di smettere. Ma chiara non ha mollato e, dopo tanti sacrifici, si è rialzata dall’ennesima prova a cui la vita l’aveva sottoposta. 

attacco di panico

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Tanti gli hobby, come la musica, il corno francese, il trekking, la pittura, il running. Quel silenzio assordante in cui si era chiusa è sparito, rimpiazzato da una voglia immensa di vivere. In questi Giochi è stata scelta per essere la Portabandiera azzurra: “Portare il tricolore è un onore che ripaga ogni sacrificio“. Oggi Chiara ha conquistato un oro nel SuperG. Un oro, quello nello sci alpino femminile, atteso 20 anni. Tanto il tempo passato da Torino 2006 quando a salire sul gradino più alto del podio fu Silvia Parente. E pensare che stamattina ha avuto un piccolo attacco di panico dato da un mal di testa e non voleva gareggiare: “In ricognizione mi è iniziato un fortissimo mal di testa, quasi non volevo partire perché non riuscivo a stare in equilibrio e quindi sono super soddisfatta anche di come ho gestito questo inconveniente”, racconta Chiara. 

davanti nella gara giusta

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La tenacia e la forza interiore l’hanno portata al cancellato per centrare la seconda medaglia in due specialità. Eccetto qualche piccolo errore è stata ottima la sciata di Chiara, nella stessa pista - l’Olimpia delle Tofane - dove si sono svolte le gare olimpiche, uno spettacolo puro. Per lei grande coraggio e tecnica, Sicuramente la numero uno attuale in questa disciplina, ha gestito benissimo i salti ed è riuscita a controllare bene la sciata in curva. Sulla gara: "Sono molto felice di come sia andata stamattina. C’è stato qualche piccolo errore, ma ho fatto bene tante curve, perciò sono molto soddisfatta. Verso la fine ho fatto un errore che però sono riuscita a recuperare subito e a darmi la spinta finale per arrivare al traguardo. Sono in un ottimo stato di forma - dice - e quando faccio gli errori, so che devo recuperare e do sempre qualcosa in più”. La soddisfazione di aver superato la rivale più forte: "Con la Aigner mi gioco sempre il podio e essere riuscita a starle davanti in una gara paralimpica è magnifico”. Sull’oro: ”Emozione stupenda, ora testa alle altre gare, a cominciare da domani”.

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