Il giorno dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri del decreto legge sulle bollette, che riduce i costi dell'energia per famiglie e imprese, i titoli delle società energetiche soffrono ancora in Borsa complice l'aumento dell'Irap a la riduzione delle tariffe elettriche previsti dal provvedimento.
Intanto la Commissione europea fa sapere che sta esaminando il testo, e avrà bisogno "di un'analisi complessiva, prima di esprimere una valutazione". A rischio bocciatura da parte di Bruxelles c'è la misura più importante del provvedimento, lo scorporo della tassazione europea delle emissioni Ets dal costo del gas usato per la produzione elettrica.
Il calo in una giornata negativa per tutte le piazze è stato generalizzato, da Enel (-3,59%) a A2a (-2,21%), Italgas (-1,37%), Hera (-1,40%), Terna (-1,03%).
Per Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, la causa è "l'aumento di 2 punti dell'Irap in 2 anni per i produttori di gas ed elettricità, previsto dal decreto bollette". Ma gli operatori elettrici scontano anche la previsione di prezzi più bassi delle tariffe elettriche, se la Ue dovesse dare l'ok allo scorporo dell'Ets. Ecco, in sinetsi, il provvedimento.
Il decreto all'articolo 1 prevede un bonus elettricità da 115 euro all'anno nel 2026 per le famiglie con Isee fino a 10mila euro annui (o 20mila se hanno almeno 4 figli). E' prevista anche la possibilità per i venditori di energia elettrica di riconoscere un contributo straordinario ai clienti con Isee fino a 25mila euro.
L'articolo 2 permette ai produttori di energia solare di ridurre volontariamente gli incentivi all'85% del loro valore o al 70%. In cambio della riduzione all'85% è concessa un'estensione di 3 mesi degli incentivi, per quella al 70% di 6 mesi.
L'articolo 3 è il più spinoso. Prevede che l'Irap per le imprese che producono e commerciano gas ed elettricità aumenti del 2% dal 2026 al 2028. Le risorse derivanti, valutate in 431,5 milioni di euro nel 2026, 501,1 milioni di euro nel 2027 e 68,4 milioni di euro nel 2028, sono destinate alla riduzione degli oneri di sistema nelle bollette delle piccole e medie aziende.
Nei contratti di fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili, l'articolo 4 estende la garanzia pubblica del Gse (Gestore dei servizi energetici) in caso di inadempienze ai contratti molto lunghi, dai 3 anni in su. Vengono anche incentivati i gruppi di acquisto di energia pulita e l'installazione di impianti solari ed eolici su terreni industriali Con l'articolo 5 vengono ridotti gli incentivi alle bioenergie (bioliquidi, biogas e biomasse), mentre l'articolo 6 contiene la misura dalla quale ci si attende il risparmio maggiore. I costi per la tassazione europea delle emissioni Ets e per il trasporto vengono scorporati dal gas usato per la produzione elettrica e spostati sulle bollette dei consumatori, per ridurre il costo dell'elettricità, che è legato a quello del gas. La misura entrerà in vigore nel 2027, ma è subordinata all'ok della Ue.
L'articolo 7 sblocca la presentazione a Terna di domande di nuovi impianti di rinnovabili, eliminando la cosiddetta "saturazione virtuale della rete". Con l'articolo 8 vengono velocizzate le procedure autorizzative dei centri dati.
L'articolo 9 prevede che il gas stoccato dal Gse e dalla Snam nel 2022, a seguito della crisi energetica, sia rivenduto sul mercato per abbassare i prezzi del gas per le industrie energivore. Con questi fondi, si legge nell'articolo 10, viene eliminato lo spread fra il prezzo del gas alla borsa europea Ttf e quello alla borsa italiana Psv. L'articolo 11 infine velocizza le autorizzazioni per le estrazioni di metano.
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