Il Como mette nel mirino Kean: il piano tra Champions e Fair play finanziario

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Il centravanti della Fiorentina costa intorno ai 40 milioni, come Chalobah. Ma l'obiettivo del club è avere due centravanti da Champions

Kean al Como è più di una suggestione: ci sono risvolti pratici e una tempistica precisa che ancorano l’idea alla realtà. Fabregas cerca un centravanti e le caratteristiche di Moise si sposano a meraviglia con la sua filosofia. Il club, del resto, si muove da sempre con rapidità su profili di spessore e, se italiani, il vantaggio è doppio in ottica liste Uefa. La stagione della storica Champions impone di consegnare al tecnico la rosa completa nel minor tempo possibile. Dietro l’angolo c’è un tirocinio impegnativo: la Como Cup contro squadre di caratura internazionale e la mini-tournée agostana in Inghilterra in cui non sfigurare su palcoscenici luccicanti come l’Emirates Stadium e Anfield Road, tane di Arsenal e Liverpool. Al momento non è decollata una trattativa ufficiale con la Fiorentina, anche perché l’aspetto economico resta centrale per la ricchissima proprietà Hartono, costretta comunque a fare i conti con budget programmati e i paletti del fair play finanziario. Oltre alla punta, serve un difensore centrale di spessore: il ds Ludi lo ha individuato in Trevoh Chalobah del Chelsea, per il quale è in corso una serrata trattativa. I Blues contano di incassare 40 milioni di euro tra parte fissa e bonus. Kean ha oggi una valutazione simile, ora che la clausola rescissoria da 72 milioni è scaduta. Di conseguenza, un doppio colpo di questa portata potrebbe risultare complesso da sostenere. Ma con il Como nulla è impossibile, anche ipotizzando formule finanziarie “futuristiche” e nuove strade di mercato. 

attacco alla profondità

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L’idea stuzzica soprattutto dal punto di vista tecnico-tattico. L’identikit di Kean sembra disegnato al computer per lo stile di gioco di Fabregas, un calcio fluido, propositivo e basato sul controllo totale della manovra. Lo si è visto la scorsa stagione con Tasos Douvikas, formidabile nel fungere da terminale offensivo moderno: capace di pungere in prima persona e, al contempo, di allungare le difese avversarie favorendo gli inserimenti dei trequartisti. Con il triplo impegno tra Serie A, Champions e Coppa Italia a occupare il calendario, trovare una fotocopia non sbiadita del centravanti greco è una necessità reale. La seduzione tattica più forte resta l’attacco sistematico alla profondità. Con la qualità dei fantasisti in rosa — da Paz a Baturina, fino al nuovo arrivato Liberali — pronti a ripulire i palloni sulla trequarti e ad accendere la luce con verticalizzazioni improvvise, Kean sarebbe l’ideale: i suoi scatti feroci e prepotenti servirebbero a dettare il passaggio nello spazio stretto o ad allargare il fronte d’attacco. La straripante fisicità dell’azzurro darebbe linfa anche alla fase di non possesso. Il marchio di fabbrica dei lariani, quel pressing alto e organizzato fin sulla prima costruzione avversaria, richiede l’intensità atletica del classe 2000 nel ruolo di primo difensore, pronto ad aggredire i centrali rivali e a ripulire palloni sporchi per alzare il baricentro della squadra. 

notti europee

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A completare il mosaico, l’età e l’esperienza internazionale. In chiusura dello scorso campionato, Fabregas era stato chiaro: una delle priorità del mercato sarebbe stata la ricerca di profili pronti, di età intermedia, capaci di portare maturità a una rosa molto giovane. Classe 2000, Kean ha già respirato l’atmosfera di stadi iconici con le maglie di Psg, Juventus e Atletico Madrid. Per una debuttante di lusso che vuole stupire anche in Europa, la sua fame non è un lusso, ma una necessità.

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