Il campo largo riparte da Napoli, big sul palco per 'cambiare l'italia'

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Il campo largo arriverà a Napoli per una nuova foto di gruppo, stavolta non nel chiuso di un ristorante ma su un palco sotto il cielo d'estate, in piazza del Gesù. L'appuntamento era stato annunciato a metà giugno con uno scatto sui profili Instagram della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e dei leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Titolo della manifestazione: "Al lavoro per cambiare l'Italia". Data: 8 luglio. Ora: 19.30. L'idea originaria non è cambiata, nonostante i mugugni dei centristi che dopo quell'istantanea sui social avevano fatto capire che ci sarà da discutere di rapporti di forza e di pari dignità. E infatti ha fatto storcere qualche bocca l'annuncio di Iv di una raccolta di firme davanti ai supermercati per le preferenze nella legge elettorale proprio lo stesso giorno, l'8 luglio. "Penso che iniziative e mobilitazioni nazionali lo stesso giorno non siano un buon segnale nella costruzione del centrosinistra", ha commentato sui social il senatore del Pd Filippo Sensi. Schermaglie in attesa di settembre, quando si aprirà il tavolo della coalizione e finalmente si vedrà chi ne farà parte.

Sicuramente non l'ex M5s Alessandro Di Battista, che ha prospettato la possibilità di candidarsi con una sua forza politica dalle proposte "radicali" e al di fuori dei due poli. A Napoli ci saranno Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli. Oltre a loro, i padroni di casa e già rappresentanti della coalizione sul territorio: Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, e Roberto Fico, governatore cinque stelle della Campania. L'idea è di una serie di comizi che in tutto duri un po' più di un'oretta per parlare delle cose fatte insieme e, soprattutto, delle cose da fare insieme. Per finire annunciando l'appuntamento successivo, il 15 luglio in una città del nord, molto probabilmente Padova. Napoli non sarà il punto assoluto di partenza della coalizione, che ha alle spalle manifestazioni e proposte in Parlamento. L'alleanza c'è. Manca la gamba di centro. In attesa che si formi una realtà moderata, comincia ad affacciarsi la possibilità di un "corpo estraneo" a sinistra.

Si tratta dell'associazione "Schierarsi" dell'ex Cinque Stelle Di Battista. In questi giorni, rimbalzano sui social spezzoni di una trasmissione su YouTube in cui Di Battista fa un passo verso la candidatura alle politiche del 2027: "Sto pensando, stiamo pensando, se provare a portare avanti le nostre battaglie all'interno delle istituzioni - ha detto - Abbiamo pensato di fare questa battaglia contro il finanziamento ai giornali anche per valutare la nostra forza, questa è la verità, e anche per aumentare un radicamento territoriale". Nel caso, nessuna alleanza col campo largo: "Io non credo nel bipolarismo, penso che alla lunga sia una truffa. Ci sono cose che dice Conte che mi trovano d'accordo, ma non penso che questo centrosinistra, ancor di più con Renzi, possa davvero rappresentare un cambiamento radicale. Schlein non mi sta antipatica, ma il Pd è quella roba lì, è un partito dell'establishment". Insomma, gli osservatori ipotizzano uno scenario speculare a quello che c'è a destra con Futuro nazionale: una forza radicale a sinistra ma fuori dalla coalizione progressista. Con tutto quel che ne deriva alla luce dei sondaggi, che danno centrodestra (senza Vannacci) e centrosinistra (senza l'ipotesi Di Battista) più o meno alla pari. Resta da capire cosa faranno gli altri ex M5s. Il già ministro Luigi Di Maio, oggi Rappresentante speciale Ue per il Golfo Persico, ha definito da "fantasy" l'ipotesi di un suo ritorno. Mentre Beppe Grillo ha sempre lasciato intendere di non aver mollato del tutto. Molto dipenderà dall'esito della contesa sul simbolo: a fine luglio è in programma l'udienza sul ricorso di Grillo contro il M5s di Conte.

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