I risultati di Birmingham e Parigi confermano la bontà delle scelte e di quanto fatto in questi anni
Atletica e nuoto: in Europa comandiamo noi. Non è esattamente una novità, è semmai il risultato di un trend che stiamo cavalcando da alcuni anni, ma è sempre bello avere delle conferme come quelle che ci arrivano dagli Europei di Birmingham (atletica) e Parigi (nuoto). Due parole, non esattamente forbite, vanno spese sulla sciagurata concomitanza. Ma come è possibile che non ci sia stata una regia internazionale in grado di evitare che i due eventi più importanti degli sport olimpici si sovrapponessero? Detto questo, è stato bello svegliarsi con le gare di qualificazione e andare a letto con l’adrenalina delle finali che ci hanno regalato una valanga di medaglie negli sport, che sono tra i “fondatori” delle Olimpiadi moderne e sono quelli più “pesanti” perché universalmente praticati.
e se jacobs...
—
Difficile scegliere e fare una classifica delle emozioni. La cosa bella è che hanno vinto i senatori come Capitan Tamberi (pazzesca la sua confidenza con i grandi appuntamenti) e Massimo Stano a Birmingham, o come Tete Martinenghi a Parigi. Stiamo parlando di olimpionici e campioni del mondo che finiscono per fare da trascinatori dell’intero movimento. E restando agli olimpionici ci manca (quanto ci manca…) l’oro di Marcell Jacobs, che senza l’infortunio avrebbe vinto il suo terzo europeo dei 100 come soltanto Valery Borzov e Linford Christie... E che cosa possiamo dire di Simona Quadarella, che ha firmato per la terza volta una tripletta (800, 1500 e 400 stile)? Una medaglia d’oro olimpica sarebbe il finale perfetto di una carriera spettacolare. Lo stesso discorso vale per Nadia Battocletti, la nostra elegante regina delle lunghe distanze in pista.
chiara, ginevra e sara
—
Da Parigi sono arrivati prima i tuffi d’oro (cinque titoli vinti!) di Chiara Pellacani, poi la doppietta di Ginevra Taddeucci nelle acque libere. Il modo migliore per arrivare lanciati alle gare in piscina. Sarebbero tante le storie e le medaglie da raccontare. Su tutto scegliamo il decollo di Sara Curtis, la diciannovenne che esce dalla piscina di Parigi con sei medaglie (un oro, due argenti e tre bronzi) al collo e il record del mondo dei 50 dorso battuto due volte: 26”63 in semifinale, poi ritoccato a 26”56 in finale. Le medaglie, di qualsiasi colore sono anche il frutto di situazioni, congetture.. ma un record del mondo è riferimento preciso e una promessa di futuro. A Los Angeles 2028 anche i 50 dorso assegneranno medaglie e Curtis, che è già considerata l’erede di Federica Pellegrini può credere, fermamente, nell’oro olimpico che fino ad ora ha conquistato (tra le azzurre) soltanto la Divina.
ciliegine e lezione al calcio
—
Lo stesso possiamo dire di Larissa Iapichino, che ha chiuso in bellezza una spedizione sontuosa. I 7 metri netti sono la conferma di un’atleta che veleggia stabilmente su prestazioni maiuscole e meritava un altro titolo. Iapichino e una strepitosa 4x400 maschile, hanno messo ciliegine d’oro su una torta pazzesca, con 22 candeline (leggi medaglie), non lontano dalle 24 di Roma che sembravano un’enormità. Abbiamo vinto il medagliere davanti a superpotenze come la Gran Bretagna (a casa loro!) e la Germania. Sì, quella Gran Bretagna che in volata ci ha preceduto agli Europei di nuoto, anche se nel numero totale di medaglie abbiamo stravinto noi. Tutti segnali confortanti. E quando vengono da atletica e nuoto sono la conferma di un movimento in salute. Sono federazioni che stanno raccogliendo il frutto di un lavoro ventennale e godono dell’effetto trascinamento di alcuni Giganti. Ecco, il calcio che si è affidato a Giovanni Malagò dovrebbe ripartire da questi fondamentali di passione e di dedizione. Curtis e Battocletti sono lì ad indicarci la strada.










English (US) ·