Il boom in B, la Nazionale, il ritorno: Cacciamani simbolo del nuovo Torino. E se arrivasse Abate...

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Per l'esterno 18enne convocato nell'Italia da Baldini ci sono tutte le premesse per una stagione da protagonista

Quanta strada fatta in un anno appena. Il 10 giugno 2025, a Latina, Alessio Cacciamani segnò il gol che decise la semifinale del campionato Under 18 contro il Cesena, quell’1-0 che permise poi ai granata di sfidare due giorni dopo la Roma e di batterla, conquistando lo scudetto. E se oggi il nuovo Torino Under 18 giocherà un’altra semifinale, questa volta a Santarcangelo di Romagna contro l’Inter, lui si sta aprendo a una nuova stagione. Un anno dopo, è pronto a prendersi un posto importante nel Torino dei grandi. 

Pronto

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La valorizzazione del talento di Alessio Cacciamani era già nell’agenda del Torino. Nell’estate scorsa fu aggregato alla prima squadra nel ritiro di Prato allo Stelvio, poi venne mandato in prestito alla Juve Stabia per fare esperienza in un campionato impegnativo come quello di Serie B, con l’obiettivo di ritrovarlo maturato dodici mesi dopo. Il nuovo direttore sportivo Gianluca Petrachi negli ultimi mesi ha sottolineato più volte di voler mettere in risalto gli Under 21, italiani e pure stranieri, cresciuti nel vivaio granata ma anche pescati all’estero. Cacciamani rispecchia perfettamente il profilo dei giovani che il Toro vuole valorizzare e le 37 presenze stagionali con la Juve Stabia — due gol, due assist, 2630 minuti in campo — raccontano la sua crescita. 

Con Abate

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 Il probabile arrivo di Ignazio Abate sulla panchina granata aumenterà ancora di più le possibilità che Cacciamani sia protagonista nella nuova annata. A Castellammare il ragazzo si è imposto come esterno di sinistra. Aveva il compito di spingere in attacco, ma anche di coprire tutta la fascia e di impegnarsi in entrambe le fasi. A 18 anni, il talento granata ha mostrato intraprendenza e maturità. Un’annata di grande sostanza, resa memorabile anche dalla convocazione con la Nazionale maggiore, con Silvio Baldini che l’ha portato in panchina nell’amichevole contro la Grecia. Abate lo conosce bene e non avrebbe remore a concedergli spazio in Serie A. 

Da Njie e Pellini

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 Insieme a Cacciamani, ci sono tanti giovani granata che sperano di mettersi in mostra nel ritiro di Pinzolo. Uno è certamente Alieu Njie, che a 21 anni ha vissuto la sua seconda stagione con la prima squadra, ha collezionato 15 presenze nell’ultima Serie A — un gol segnato — e attende l’opportunità di mostrare la sua velocità e la sua potenza in attacco. Aspettano l’occasione buona anche Sergiu Perciun, ventenne trequartista moldavo, che nel 2024-25 conquistò cinque presenze in Serie A e che quest’anno ha giocato con la Primavera, e i 2007 Mattia Pellini e Wisdom Acquah, rispettivamente difensore e centrocampista, che nell’ultima stagione si sono visti più volte in panchina con la prima squadra. Ma ci proverà anche Manuel Carrascosa, diciassettenne spagnolo che è stato scelto come miglior difensore dell’ultimo campionato Primavera. Così come Andrea Luongo, centrocampista già capitano della Nazionale Under 18. Ha una personalità innata: l’anno scorso decise la finale scudetto Under 17 a Frosinone contro il Milan segnando il proprio rigore con un “cucchiaio”, mentre quest’anno è stato protagonista con la Primavera. Senza dimenticare gli altri di rientro dai prestiti, come Matteo Dalla Vecchia, 21enne centrocampista con 32 gare nella Virtus Entella in Serie B, e Aaron Ciammaglichella, due gare nella scorsa stagione con la Juve Stabia. Tanti ragazzi pronti a dimostrare di valere la maglia granata anche al massimo livello.

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