L'inventore del motore a induzione morì a 86 anni quando l'aspettativa di vita era 62: un'intervista ritrovata rivela le abitudini di salute che lo aiutarono a superare il suo tempo
Eugenio Spagnuolo
2 maggio - 11:15 - MILANO
Morì il 7 gennaio 1943, solo, in povertà, in una stanza del New Yorker Hotel di Manhattan. Gli ultimi anni li aveva trascorsi a nutrire piccioni nei parchi della città, mentre lavorava a quello che lui stesso chiamava un "raggio della morte", abbastanza da attirare l'attenzione dell'FBI. Nikola Tesla, il genio che ha inventato il motore a induzione, il controllo remoto e perfezionato il radar e la corrente alternata, finì così. Eppure, in mezzo a quel declino, c'è un dato che non quadra: aveva 86 anni. In un'epoca in cui l'aspettativa di vita media negli Stati Uniti era di 62 anni, Tesla aveva vissuto quasi un quarto di secolo in più del previsto.
Tesla non era nuovo alle sfide del corpo. Nato nel 1856 nel villaggio di Smiljan, in quella che oggi è la Croazia, aveva perso il fratello maggiore da bambino, era sopravvissuto alla coscrizione militare e, da giovane, aveva contratto il colera. Era rimasto a letto per nove mesi. Fu proprio durante la malattia che convinse il padre, un prete ortodosso che sognava per lui una carriera religiosa, a lasciarlo seguire la sua vocazione per l'ingegneria. Guarì, andò a studiare in alcune delle migliori istituzioni tecniche d'Europa, poi emigrò negli Stati Uniti, dove brevettò tecnologie che avrebbero cambiato il mondo. E, lungo la strada, sviluppò un'ossessione parallela: capire come funzionava il proprio corpo e tenerlo in forma il più a lungo possibile.
La longevità secondo Nikola Tesla
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"Considero il corpo umano come una macchina", disse Tesla nel 1935 alla rivista americana Physical Culture, quando aveva 78 anni, "e lo tratto con il rispetto che una macchina merita. Lo tengo ben oliato e pulito, e faccio in modo che non abbia opportunità di arrugginirsi". L'intervista, pubblicata con il titolo Nikola Tesla: giovinezza e vigore a 78 anni, è il documento più dettagliato che abbiamo sulle sue abitudini di vita. E alcune di quelle abitudini, viste con gli occhi di oggi, non suonano poi così stravaganti. Tesla mangiava due volte al giorno, convinto che tre pasti fossero uno spreco energetico. "Ho provato tutto: sei pasti al giorno come la maggior parte degli europei, tre, uno solo, il mangiare continuo", raccontò all'intervistatore. "Ho concluso che due pasti siano i più benefici". Ogni pasto doveva contenere proteine e grassi: le prime per costruire, i secondi per bruciare. Mangiava poca carne, quasi mai, e si affidava soprattutto a legumi, verdure e frutta, con una predilezione per l'albume d'uovo e il latte. Questo schema, con i suoi lunghi intervalli tra i pasti, anticipa di quasi un secolo il digiuno intermittente, una pratica discussa in campo medico, con risultati promettenti (ma non privi di controindicazioni). Camminava almeno sedici chilometri al giorno, aveva smesso di fumare a vent'anni, eliminato il caffè dopo aver notato che il suo cuore "era sottoposto a una tensione pericolosa". Non aveva mai avuto una relazione stabile e attribuiva la propria lucidità mentale alla scelta di dedicarsi interamente alla scienza. "Prima di produrre il campo magnetico rotante, avevo concentrato tutte le mie energie sul mio esperimento", spiegò lo scienziato. "Quella tensione avrebbe ucciso cento buoi". Sulla sua astinenza da alcol era però più ambivalente: smise solo per il Proibizionismo americano, e sosteneva che bere lo avesse aiutato. Arrivò a dire che, senza alcolici, aveva dovuto ridimensionare la sua aspettativa di vita da 150 a 135 anni.
electric dreams
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Poi c'è il capitolo elettricità. Quando l'intervistatore gli fece notare che era strano che il massimo esperto mondiale di elettricità non la usasse per ricaricare le proprie energie, Tesla descrisse quello che chiamava un "bagno senza acqua": "Credo in quello che si potrebbe definire un bagno senza acqua, cioè caricare il corpo a un potenziale elettrico molto alto. È un bagno di fuoco che ricostruisce, ringiovanisce, purifica ed esalta. Elimina immediatamente polvere, impurità e microbi, e stimola le terminazioni nervose. Durante il bagno il corpo è avvolto da un alone di luce, chiaramente visibile nell'oscurità". Popular Mechanics, che ha ricostruito questo materiale, è esplicita: non è una pratica da imitare. Eppure l'idea non è rimasta confinata alle bizzarrie storiche. Ai margini della medicina alternativa esiste ancora oggi una corrente che si rifà alle teorie di Tesla sull'energia elettromagnetica applicata al corpo umano: i suoi sostenitori parlano di "medicina Tesla" o "terapia Tesla", basata sull'ipotesi che campi ad alta frequenza possano stimolare la guarigione cellulare e rallentare l'invecchiamento. La medicina ufficiale non riconosce queste pratiche come terapie validate, e le autorità sanitarie di vari Paesi le classificano tra le medicine non convenzionali.
Quello che resta, al netto delle fantasie elettriche, è però un ritratto sorprendentemente moderno: un uomo che novant'anni fa aveva capito da solo che mangiare meno e muoversi di più allungava la vita, che il fumo era dannoso, che troppo caffè non faceva bene al cuore. Non aveva letto studi randomizzati, né aveva un nutrizionista. Aveva solo osservato il proprio corpo come osservava i suoi circuiti, con la stessa pazienza metodica. E quella macchina tenne fino a 86 anni.











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