Sulle piste di Monza e Lainate 650 allievi, dalle scuole elementari alle superiori, hanno trascorso una giornata dedicata al tema della sicurezza stradale e del rispetto del Codice della strada: formazione, esperienza diretta e consapevolezza del rischio, insieme ad Aci e ministero dell'Istruzione
Armando Bavaro
20 aprile - 19:21 - LAINATE (MI)
Nella giornata di lunedì 20 aprile 2026, presso l'Autodromo La Pista di Lainate in provincia di Milano, che ospita uno dei due centri di guida sicura Aci-Sara (l'altro è in provincia di Roma, a Vallelunga), si è svolto l'evento "Insieme per la sicurezza stradale", la giornata promossa da Aci e ministero dell’Istruzione e del Merito per diffondere percorsi formativi e di sensibilizzazione in materia di educazione stradale. L'iniziativa ha coinvolto oltre 650 studenti, così suddivisi: 120 alunni delle scuole primarie (età 6-10 anni); 150 studenti delle scuole secondarie di primo grado (età 11-13 anni); 150 studenti delle scuole secondarie di secondo grado (età 14-16 anni), e 200 studenti delle scuole secondarie di secondo grado (età 17-18 anni). All'evento hanno partecipato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il presidente dell'Aci Geronimo La Russa. Durante la conferenza è intervenuta anche Gabriella Saracino, mamma di Gaia von Freymann che, il 22 dicembre 2019, insieme all'amica Camilla Romagnoli, è stata travolta e uccisa dall'auto guidata da Pietro Genovese, all'altezza di corso Francia a Roma. Genovese è stato condannato a 8 anni di carcere per omicidio stradale. La testimonianza della donna, dipendente di Aci, ha toccato il cuore della giovane platea con le sue parole: "Da quasi sei anni mi ritrovo ad essere testimone di un lutto. Questi incontri li considero parte della terapia, perché mi fa stare bene essere in mezzo ai ragazzi. È importante far capire ai più giovani che nessuno è esente da queste tragedie: Gaia e Camilla si tenevano mano nella mano, stavano tornando a casa, e sono state investite due minuti dopo che ho chiuso la telefonata con mia figlia. Genovese era sotto effetto di alcool e droghe, e in quel momento era al telefonino: stava inviando quattro foto e video a più persone, e andava ad una velocità di 96 km/h. Nel gennaio 2021 ho creato l'associazione Gaia von Freymann Saracino, che si occupa di sicurezza stradale, ed ho scelto di sostenere con essa, attraverso alcuni eventi, anche gli orfani di femminicidio, visto che Gaia amava molto i bambini". Durante la conferenza è stato trasmesso un videomessaggio di Andrea Kimi Antonelli, leader attuale del campionato mondiale di Formula 1, che ha voluto sottolineare l'importanza del rispetto delle regole ed evidenziare come sia stato fondamentale il supporto dell'Automobile Club d'Italia nel suo percorso formativo di pilota.
le attività
—
Nel corso della giornata, i ragazzi sono stati coinvolti in un articolato percorso di educazione stradale, costruito per coniugare formazione, esperienza diretta e consapevolezza del rischio. Al termine dell'attività gli studenti si sono recati all'autodromo di Monza per un tour guidato. Per gli alunni delle scuole primarie, il programma svoltosi a Monza ha unito attività ludico-formative e momenti di scoperta: dal karting in piazza al format Aci "giovani campioni della sicurezza stradale", fino alla visita allo stand dell'Arma dei Carabinieri dedicato alla biodiversità. Gli studenti delle scuole secondarie di primo grado hanno invece preso parte, presso il centro di guida sicura di Lainate, al format Aci "La Micromobilità". Il programma è stato arricchito dalla partecipazione del "Pullman azzurro", da una dimostrazione di aquaplaning e da altre attività su pista illustrate da un istruttore di guida sicura, offrendo così un'occasione particolarmente efficace per sensibilizzare i più giovani sui rischi della circolazione e sull'importanza di comportamenti responsabili. Per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado tra i 14 e i 16 anni sono state organizzate attività differenziate: una parte dei ragazzi ha assistito a una dimostrazione di guida sicura con auto e moto/scooter, mezzi di trasporto particolarmente presenti nella mobilità quotidiana dei più giovani, mentre gli altri hanno partecipato, suddivisi in sottogruppi, al minicorso incentrato sul monopattino. Gli studenti della fascia 17-18 anni, infine, hanno partecipato alternativamente a una lezione sulla distrazione e sulla guida consapevole, e a una dimostrazione di cosa occorre fare nel caso in cui l'auto sbandi. In quest'ultima attività, alcuni ragazzi, saliti a bordo come passeggeri di un veicolo condotto da un istruttore di guida sicura, hanno sperimentato, in condizioni controllate, gli effetti dell'improvvisa perdita di aderenza delle ruote posteriori.
le dichiarazioni
—
Ad inaugurare la conferenza sono le parole del presidente dell'Aci Geronimo La Russa: "Parlare di sicurezza stradale ai più giovani significa parlare di vita, di responsabilità, di futuro. I nostri ragazzi possono e devono essere i primi ambasciatori di un messaggio forte e chiaro nell'affermazione della sicurezza stradale. Una missione fondamentale nella quale l'Automobile Club d'Italia è impegnato da sempre, con convinzione e continuità, attraverso attività formative, campagne di sensibilizzazione e iniziative rivolte alle nuove generazioni. Per noi la sicurezza stradale non è soltanto un insieme di norme da conoscere, ma una cultura da costruire ogni giorno, con esempi concreti, esperienze dirette e messaggi chiari. Aiutare i ragazzi a comprendere tutto questo significa non solo proteggerli oggi, ma renderli domani utenti della strada più consapevoli, più prudenti e più rispettosi della vita propria e altrui. Ciò che vogliamo resti ai ragazzi dopo giornate come questa è la conoscenza dei problemi della strada. Aci si impegna nel costruire strutture con l'obiettivo di investire in sicurezza stradale: questo centro a Lainate è un'eccellenza, ma c'è anche il centro di Vallelunga vicino Roma, e abbiamo l'obiettivo di costruirne un altro altrettanto efficiente anche al Sud Italia, al fine di coprire tutto il territorio nazionale. La prova su strada è un elemento necessario per l'educazione stradale". Le parole del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sottolineano l'importanza di questa giornata, pensata come parte del programma scolastico di educazione civica: "Le testimonianze ascoltate oggi trasmettono un messaggio chiaro: la scuola deve educare anche all'empatia e alla responsabilità. Saper sentire la sofferenza che ogni nostro comportamento sbagliato può provocare negli altri; assumere comportamenti ispirati a prudenza e maturità. L'educazione stradale è, prima di tutto, educazione al rispetto: rispetto delle regole, rispetto dell'altro, della vita e della sicurezza di ciascuno. Promuovere una cultura della sicurezza stradale significa mettere al centro il senso della comunità: passare dall'"Io" al "Noi", comprendendo che ogni comportamento individuale ha conseguenze sull'intera collettività. È su questa consapevolezza che vogliamo continuare a investire". Il ministro ha poi concluso: "È importante sapere che ognuno di noi ha tra le mani uno strumento che può causare la morte di una persona: bisogna avere maturità e consapevolezza. Per questo abbiamo voluto rafforzare il ruolo dell'educazione stradale all'interno delle nuove linee guida per l'educazione civica, rendendola un vero e proprio obiettivo di apprendimento. Non più solo lezioni teoriche, ma percorsi partecipati, in cui gli studenti siano protagonisti attivi. Ringrazio il ministro Matteo Salvini che nel nuovo Codice della strada ha fortemente voluto sanzionare chi si mette alla guida di un'auto sotto effetto di droghe ed alcool. Oggi purtroppo abbiamo uno strumento in più, il cellulare, un oggetto che provoca distrazione e tanti, troppi incidenti. Anche questo è un tema di educazione stradale. È importante che i genitori, soprattutto quando i figli sono neopatentati, abbiano una vicinanza educativa nei confronti dei loro ragazzi, dando buoni consigli, senza dar loro le chiavi di un'auto che non hanno la maturità per maneggiare. Fondamentale è rispettare anche i limiti di velocità, perché quando si è giovani si ha l'abitudine di voler correre e di non rispettare le regole della strada. Chi va piano, va sano e va lontano”.











English (US) ·