Top di paillettes con scolli a V,
giacche Bar, broccati e velluti, cappotti con manicotti di
pelliccia e pantaloni skinny. C'è tutto un mondo di
contaminazioni diverse, solo apparentemente contrastanti, nella
seconda collezione maschile disegnata da Jonathan Anderson per
Dior. Una collezione che sta facendo discutere, non poco,
soprattutto sul web.
Ma cominciamo dal principio: ieri pomeriggio a Parigi al
Musee Rodin è stata presentata la seconda collezione uomo di
Anderson, lo stilista irlandese che sta guidando la maison
presieduta da Delphine Arnault (figlia primogenita di monsieur
Bernard Arnault, proprietario del gruppo Lvmh, cui appartiene
Dior). Anderson è il primo designer nella storia della casa di
moda francese a cui fanno capo tutte le collezioni (uomo, donna
e couture) dai tempi di Monsieur Dior.
In attesa di presentare la collezione di alta moda, Anderson
ha voluto giocare con idee e influenze apparentemente
contraddittorie per mostrare come, invece, possano trovano un
senso messe insieme. Ha spiegato chiaramente il pensiero alla
base della collezione per l'autunno/inverno 2026/27: vestirsi è
un gioco di associazioni sfrenate. Da dove viene questo
pensiero? Parte tutto da una passeggiata che Anderson ha fatto,
a Parigi, verso l'atelier Dior al 30 di Avenue Montaigne,
storica sede della maison. Lo stilista ha notato incastonata sul
muro una piccola targa commemorativa con il nome di Paul Poiret,
il couturier francese che liberò le donne dai corsetti e fu tra
i massimi esponenti dell'orientalismo che conquistò la moda
parigina all'inizio del Novecento. Celebre per le sue forme
fluide e per i suoi riferimenti al Nord Africa, al Medio Oriente
e all'Asia orientale, il couturier lavorava a pochi passi dalla
sede di Dior. Da qui l'idea di Anderson di immagine dei giovani
flaneur, che arrivano in passerella con capelli biondi a
spazzola e parrucche punk giallo acceso (l'hair styling è di
Guido Palau).
E i loro look? Le contaminazioni più particolari inducono il
designer a far sfilare pezzi del guardaroba formale e altri
ispirati a Poiret (come la mantella in broccato o i pantaloni in
raso lucido a stampe floreali), denim, parka e cappotti con i
manicotti di pelliccia, top di paillettes in colori accesi come
viola o verde e polo con le spalline ricamate di cristalli.
Anderson reinterpreta l'iconica giacca Bar in versione corta ma
propone anche la Napoleon jacket (con alamari e ricami in corda)
e la field jacket con gli inserti in shearling, abbinate a
pantaloni skinny. E poi blazer corti, frac, camicie con il
colletto lavallière.
In effetti il confine tra maschile e femminile è molto
sfumato, anche nel mix di materiali come tweed, velluti,
jacquard con ricami scintillanti, frange dense e passamanerie.
Il vezzo? i colletti plissettati rimovibili che si annodano sul
collo sopra le camicie, già amatissimi sui social network, anche
dal pubblico femminile.
Intanto allo show è stata una parata di star, tra cui Robert
Pattinson, Lewis Hamilton, Louis Garrel, Jamie Dornan, Luca
Guadagnino.
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1 giorno fa
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