Honda fa sul serio con l’E-compressor: può rivoluzionare la gamma

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Il compressore a gestione elettronica visto sul prototipo V3R potrebbe essere l’asso nella manica della prossima generazione di moto del colosso giapponese. Nel mirino anche modelli iconici come Gold Wing e Fireblade

Adriano Bestetti

30 giugno - 19:53 - MILANO

Sin da quando, lo scorso autunno, è stata ufficialmente presentata a Eicma, la Honda V3R 900 E-compressor ha raccolto attorno a sé un enorme interesse. La filante naked nipponica, dal pronunciato taglio sportivo, è infatti equipaggiata con un innovativo propulsore a tre cilindri con compressore a gestione elettronica che potrebbe inaugurare una piccola rivoluzione in ambito motociclistico. Formalmente ancora un prototipo, la V3R 900 E-compressor dovrebbe generare un modello stradale che potrebbe materializzarsi nelle concessionarie già nel 2027. Tuttavia, pare che Honda voglia implementare rapidamente questa tecnologia anche su altri modelli, come fatto recentemente con la E-clutch.

più sprint per la gold wing

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Stando alla più recente documentazione tecnica depositata da Honda per ottenere i dovuti brevetti, la strategia del colosso giapponese sarebbe molto più ampia di quanto inizialmente ipotizzato. L'obiettivo di fondo sarebbe quello di creare una piattaforma tecnologica capace di migliorare prestazioni, efficienza ed emissioni su moto anche profondamente diverse tra loro. E questo andrebbe a coinvolgere anche modelli piuttosto affermati della sua gamma. Tra loro spicca la regina del turismo a due ruote, l’inossidabile Gold Wing, per la quale gli ingegneri dell’Ala Dorata avrebbero già studiato una possibile integrazione del compressore sopra al boxer sei cilindri. In linea teorica, questo accorgimento le potrebbe regalare ancora più coppia ai bassi regimi senza andare a comprometterne la rinomata fluidità.

una Fireblade più estrema

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Più sorprendentemente, l’E-compressor potrebbe trovare spazio anche a bordo della supersportiva per eccellenza di casa Honda: la mitica Fireblade. Alcune immagini della già citata documentazione lo mostrano infatti abbinato a motore e telaio dell’attuale Cbr1000RR-R, moto già capace di spremere oltre 200 Cv dal suo quattro cilindri in linea. L'adozione dell'E-compressor, in questo caso, aprirebbe le porte a una ancor più estrema variante sovralimentata. Altra moto potenzialmente coinvolta sarebbe la più accessibile Nc750, che piazzerebbe compressore e filtro dell'aria nell’area tradizionalmente riservata al serbatoio per supportare il suo meno appariscente bicilindrico parallelo.

La versatilità dell'E-compressor

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Come si evince da tutte queste possibili applicazioni, una delle migliori qualità dell'E-compressor di Honda sarebbe la sua duttilità. A differenza dei compressori volumetrici convenzionali, essendo alimentato elettricamente, non è meccanicamente collegato al motore. E questo gli consente di essere installato praticamente ovunque ci sia spazio disponibile sulla moto. Inoltre entra in funzione solo quando il pilota richiede un rapido boost prestazionale, lasciando lavorare normalmente la parte endotermica nelle altre condizioni. Il sistema offre quindi un incremento di potenza e coppia solo quando serve, mantenendo così consumi ed emissioni sotto controllo. L’approccio di Honda è quindi piuttosto diverso da quella adottato da Kawasaki per le sue Ninja H2, unica proposta sovralimentata dell’attuale panorama motociclistico.

Approccio coraggioso

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Quando lo presentò un paio di anni fa sullo scarno concept Ice, Honda chiarì subito che il nuovo motore V3 avrebbe potuto generare diverse varianti. E tra queste dovrebbe figurare anche un bicilindrico a V da esso direttamente derivato. L’eventuale versione di produzione della V3R 900 E-compressor rappresenterebbe perciò soltanto il primo tassello di un progetto più ambizioso, che potrebbe dar vita a moto più performanti rispetto a quelle normalmente associate ai rispettivi segmenti. In ogni caso, con questo progetto, Honda ribadisce la sua volontà di sperimentare e di investire in soluzioni tecniche originali, che puntano a mantenere alte le prestazioni senza sacrificare efficienza e sostenibilità. Ora resta da vedere se il mercato sarà più o meno disposto a premiare la sua intraprendenza.

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