Dalle tensioni nello spogliatoio al pianto di De Bruyne che va a Napoli, i tormenti personali e professionali di Guardiola in "Beautiful Obsession" con i retroscena inediti delle ultime stagioni
L'annuncio dell'addio alla moglie Cristina Serra "la donna più bella del pianeta" dato negli spogliatoi della Juve dopo la sconfitta nella Champions di due stagioni fa. Le lacrime di De Bruyne quando è stato il momento di lasciare il City per il Napoli. Le critiche del presidente Khaldoon Al Mubarak in disaccordo con la formazione schierata da Pep, le liti nello spogliatoio. Ci sono decine di retroscena mai rivelati prima in "Beautiful Obsession", una bellissima ossessione, la docuserie che racconta le ultime stagioni di Pep Guardiola sulla panchina del Manchester City e che da domani sarà disponibile in Gran Bretagna e Irlanda su Prime Video. Dal dietro le quinte emergono diverse chicche.
Spoiler
—
Nei primi due episodi tanto spazio è dedicato all'impatto del divorzio sullo spogliatoio. Il vice di Guardiola, Manel Estiarte, rivela: "Non sono mai andato nello spogliatoio a parlare con i giocatori, solo una volta. Erano preoccupati perché Pep era nervoso, triste, diverso, e solo io ne conoscevo il motivo. Ho detto alla squadra: state vedendo un essere umano. Sta divorziando'". E lo stesso Pep lo comunica poi ai giocatori, a Torino: "Ho divorziato dalla donna più bella del pianeta, mia moglie, la mia ex moglie. La amo incredibilmente, ma abbiamo perso la passione. La amo? Sì, assolutamente. Lei mi ama? Sì, ma abbiamo perso la passione". E qui comincia a balenare l'idea dell'addio anche dalla squadra: "Questa è la mia sconfitta: se sono un problema, dovete dirmelo. Non resterò qui per i soldi o solo per restare, non voglio sentirmi costretto a scappare da voi. Se sono un problema, ditemelo. Questo non cambierà l'amore che provo per voi, nemmeno per un secondo".
scontri
—
C'è spazio per un durissimo confronto con il capitano Kyle Walker nello spogliatoio di Anfield dopo la sconfitta contro il Liverpool nel dicembre 2024. Pep fa il nome dei giocatori che hanno sbagliato, parla di una palla persa da Walker, che reagisce: "In ogni fottuta riunione, il mio nome viene fuori". E quando Guardiola risponde: "Forse perché sei il capitano", il giocatore ribatte a muso duro: "Non volevi che fossi il capitano".
i discorsi
—
Nel documentario finiscono i discorsi motivazionali alla squadra: "Nella vita, qualunque cosa facciate, fatela con passione. Non voglio bravi giocatori, voglio giocatori con passione". E sono tanti anche i momenti in cui si vede il tormento di Guardiola per il suo lavoro. Esempio numero 1, dopo il 4-2 subito dal Psg nella fase a gironi della Champions. Pep racconta di aver perso la voglia di mangiare, bere o dormire. Esempio numero 2: Estiarte e Pep Lijnders, assistente nell'ultima stagione, parlano dei tormenti per aver lasciato fuori alcuni giocatori. E dopo lo 0-2 con il Bayer Leverkusen urla ai suoi: "Forse dovrei scusarmi per aver fatto 10 cambi. È impossibile giocare a calcio senza coraggio, ma porca miseria, ragazzi. Ognuno deve pensare: sono il migliore, lo dimostrerò". Una crisi di ira infinita: "Voglio trasmettervi quanto amo il mio lavoro, e voglio darvelo, ma voi non me lo restituite, ragazzi. E sapete cosa succederà? Avrete un altro manager. Quando vedo una sola faccia triste alla fine della stagione, vi uccido. Ragazzi, vi uccido. Quando vedo la vostra faccia lamentarvi di qualcosa, delle mie decisioni, vi uccido. Lavoro per voi, vivo la mia vita, il mio divorzio, la mia famiglia lontana e tutto il resto, per tutti voi. E cosa mi date in cambio? Le vostre prestazioni di merda, tutti quanti. È una vergogna, ragazzi. Che schifo".
la stella
—
Nel mirino finisce anche Erling Haaland. "Sei stanco" gli chiede dopo il primo tempo della finale di FA Cup a Wembley. Haaland risponde di no. "Perché non lotti per la palla come hai fatto con Saliba e tutti gli altri giocatori, in una fottuta finale? Se sei stanco, dimmelo subito. Ho lasciato fuori sei giocatori. Dov'è la tua qualità? I movimenti in profondità? L'area? Vai! Ti voglio bene come un padre, Erling. Ma non si tratta di questo. Nient'altro. Mostrami che vuoi vincere".
l'annuncio finale
—
Anche l'addio è stato complicato. Dalla conferenza programmata da Guardiola per annunciarlo, alla comunicazione ai suoi giocatori solo due giorni prima dell'ultima di campionato. Dopo il pareggio del City a Bournemouth le parole ai giocatori sono queste: "Ora dobbiamo riposarci un po’ e prepararci per l’ultima partita, per dare un degno addio a John (Stones), a Bernie (Bernardo Silva), e la prossima stagione saremo più forti, migliori e più incisivi. Abbiamo fatto tutto il possibile, ma a volte bisogna ammettere la sconfitta, congratularsi con l’Arsenal e andare avanti. Ci vediamo domani". E nel documentario finiscono anche le lacrime quando prova a registrare il video per annunciare la fine del contratto alla stampa e ai suoi. “Non chiedetemi i motivi per cui me ne vado”, dice nel videomessaggio alla squadra. “Non c’è un motivo, ma in fondo so che è arrivato il mio momento". E nel finale c'è una frase che spiega forse anche il suo no alla panchina azzurra. "Sarà difficile tornare. Ho bisogno di rimettere a posto molte cose. Sono successe tante cose nella mia vita personale e professionalmente ho bisogno di ritrovare me stesso, soprattutto sedermi e vedere il tempo che passa. In catalano si dice badar, farò proprio così".









English (US) ·