Le reti previste dal Piano si sono attivate in modo coordinato e i cittadini «possono stare tranquilli» ma in ogni caso c’è la promessa di continuare a monitorare e a comunicare con tempestività e trasparenza: il punto del ministro alla Camera dei deputati
13 maggio 2026

«Il rischio per la popolazione generale in Europa è sempre stato e resta molto basso: lo confermano le massime autorità sanitarie internazionali e l’Italia fin da subito non è stata ferma». Così il ministro della Salute Orazio Schillaci in risposta al question time alla Camera dei deputati, in merito ai paventati pericoli di diffusione dell’Hantavirus in Italia e alle capacità di risposta dell’Italia. «Aggiornamento epidemiologico, definizione di casi, indicazioni di sanità pubblica, quarantena fiduciaria per i contatti ad alto rischio e sorveglianza attiva per gli altri», ha riassunto il ministro della Salute mettendo in fila le indicazioni della circolare emanata l’11 maggio.
Il punto
«Tutte le quattro persone oggi in Italia e presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile sono asintomatiche e seguite con attenzione - ha ribadito Schillaci davanti ai deputati rilanciando il punto affidato a una nota della mattina -. I test oggi disponibili hanno dato esito negativo. Anche i due casi segnalati ieri a Milano e Messina sono negativi ai test», ha concluso.
Cosa ha fatto l’Italia
Dal ministro non è mancata una stoccata polemica. «Permettetemi di essere preciso, perché qualcuno ha detto che siamo stati fermi. È partito purtroppo il solito atteggiamento autolesionistico per il quale l’Italia non sarebbe mai pronta. Questo non è vero», ha detto.
Ed ecco i fatti, che intrecciano gestione sanitaria internazionale e “mosse” interne al nostro Paese.
Il 5 maggio, l’Ecdc ha riportato che la donna deceduta a Johannesburg il 26 aprile, è risultata positiva per hantavirus. Lo stesso giorno il ministero ha trasmesso un’informativa alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), con i dati diffusi da Ecdc e Oms, garantendo il monitoraggio e il coordinamento istituzionale a livello nazionale e internazionale.
L’8 maggio, ha proseguito Schillaci, «abbiamo ricevuto dalla Commissione europea l’informazione relativa a quattro persone dirette in Italia, presenti sul volo dal Sudafrica ai Paesi Bassi del 25 aprile dove era stato imbarcato e subito sbarcato uno dei casi di contagio, poi deceduto. Nella stessa giornata ci siamo attivati per rintracciarli e abbiamo allertato subito le Regioni interessate per l’attivazione delle procedure di sorveglianza attiva. Sempre l’8 maggio si è riunita la rete di esperti “Dispatch”. Nella stessa giornata si è riunito anche il Gruppo di esperti per la rete nazionale dei laboratori».











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