Il bomber ha esordito ai Mondiali americani con una doppietta all’Iraq: "Gran partenza. Desideriamo lasciare una traccia indelebile"
Due gol per stendere l’Iraq e salire a quota 57 in 51 incontri con la maglia della Norvegia. Il debutto al Mondiale di Haaland è stato da ricordare, ma il vichingo non ha intenzione di fermarsi: lui e un intero Paese stanno vivendo un sogno che spera duri il più a lungo possibile.
Erling, vedremo questo Haaland per tutto il torneo?
“Ci proverò. Contro l’Iraq ho cercato di portare la stessa energia e di giocare come so per novanta minuti. È andata bene, ma ora bisogna continuare così, senza pensare troppo. Io cerco di concentrarmi solo sulla prossima partita. Certo, dopo una vittoria per 4-1 bisogna essere felici, ma allo stesso tempo restare calmi”.
La sua famiglia era in tribuna. Cosa significa aver firmato una doppietta di fronte a loro?
“Tantissimo. Sognavo di debuttare al Mondiale con due reti e di vincere davanti ai miei cari”.
Come giudica i suoi due gol?
“Il primo è stato bello, il secondo ancora meglio (ride, ndr)”.
Sono tra i migliori, ma i numeri dicono che Kane e Mbappé hanno fatto meglio. Questa è la realtà
Erling Haaland
Con questa doppietta ha raggiunto Kjetil Rekdal, il miglior marcatore norvegese nella storia dei Mondiali. Che effetto fa?
“È divertente. Non credo che Rekdal possa segnare altri gol adesso (ride di nuovo, ndr), quindi proverò a superarlo. Poi gli manderò un messaggio”.
La Norvegia mancava dal Mondiale da 28 anni. Per questo con l’Iraq la gara è stata particolare?
“Nei miei 6-7 anni con la maglia della Norvegia non ci eravamo mai qualificati per la fase finale del Mondiale e quindi giocare questo incontro è stato speciale. Per me e per tutto il Paese. Ora dobbiamo continuare così”.
Ha avvertito la pressione?
“Senza dubbio. C’era su di me per segnare e sulla squadra per vincere. Non mi dà fastidio e anzi penso che sia una cosa bella, che vogliamo tutti perché al Mondiale è normale che sia così. Sono felice e orgoglioso di avere iniziato con una vittoria e di essere riuscito a fare due gol”.
Reti a parte, nel primo tempo ha dato una mano in pressione.
“Io provo sempre ad aiutare la squadra. Non penso solo ai gol e cerco di fare quello che serve: muovermi, pressare, creare spazio e lavorare per il gruppo”.
Nonostante il 4-1 in alcuni momenti avete sofferto. Perché?
“Ci sono cose da migliorare. Era la prima partita ed eravamo un po’ emozionati, ma dobbiamo essere più bravi in diversi aspetti, crescere ancora parecchio”.
Il ct Solbakken l’ha definita il miglior centravanti del mondo. È d’accordo?
“Il mio rapporto con il ct è ottimo e credo sia evidente da come sono andate le cose da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme in nazionale. Per quanto riguarda i gol, direi che sono tra i migliori, ma non ho segnato più di tutti in questa stagione. Statisticamente Kane e Mbappé hanno fatto meglio. Questa è la realtà. Quindi non posso dire di essere il migliore. Io sono solo Erling, un norvegese che prova a segnare”.
Ora sotto con il Senegal. La pressione resta enorme, ma noi siamo pronti
Erling Haaland
Che messaggio ha per i tifosi?
“Siete stati fantastici e spero che festeggerete un po’. Nella mia vita non ho mai visto la Norvegia giocare un Mondiale e quindi mi auguro che i bambini norvegesi di ora possano vivere questa esperienza e ricordarla per sempre”.
Adesso arriva il Senegal, poi la Francia di Mbappé. Come si affronta un girone così?
“Pensando a una partita alla volta. Abbiamo iniziato bene, ma il Mondiale è lungo e ogni gara sarà difficile. Dobbiamo restare calmi, lavorare e continuare a migliorare giorno dopo giorno”.
Parliamo solo del Senegal, allora. Che avversario avrete di fronte lunedì a New York?
“Il Senegal arriverà molto aggressivo e voglioso di riscattare la prima gara persa contro la Francia. Ci aspetterà una pressione enorme, quindi dovremo farci trovare pronti”.










English (US) ·