Il primo fuoristrada di Great Wall Motors ad arrivare sul mercato italiano è l'H7. In gamma un tris di motorizzazioni: a benzina da 238 Cv, full hybrid da 265 Cv, ibrido plug-in da 428 Cv e 100 km di autonomia in EV
Matteo Corsini
3 maggio - 12:10 - BAODING (CINA)
Esattamente vent'anni fa, nel 2006, arrivava nelle concessionarie la prima vettura cinese commercializzata in Italia in via ufficiale. Si trattava della Great Wall Hover, Suv dall'impostazione fuoristradistica con telaio a longheroni e motore di derivazione Mitsubishi. A due decenni di distanza, la casa cinese specializzata in pick-up e fuoristrada ritorna sulle strade italiane con un modello che raccoglie direttamente il testimone della prima, pionieristica avventura occidentale della casa cinese. Rispetto all'antenata, tuttavia, il corredo tecnico e tecnologico è decisamente più avanzato, forte di motori, trasmissioni e sistemi ibridi full e plug-in direttamente sviluppati in casa da Great Wall Motors. Si chiama H7, ed arriverà nelle concessionarie italiane nel quarto trimestre del 2026.
Questione di marchio
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La H7 è stata presentata in anteprima mondiale al Salone di Pechino 2026. Ma se gli esemplari in scena sull'enorme stand del gruppo Great Wall presentavano il logo "Haval", quelli destinati al mercato italiano indosseranno il brand Gwm. Parte della strategia europea del gruppo, che semplifica la gamma importata nel vecchio continente utilizzando tre soli marchi: Wey per i modelli premium, Tank per i fuoristrada "duri e puri", Gwm per le vetture più generaliste. In questo senso, la H7 si posiziona un gradino sotto alle proposte del marchio Tank in termini di vocazione off-road, essendo sviluppata a partire da una scocca tradizionale anziché da un telaio a longheroni. Più avanti arriverà in Italia anche la Tank 300, fuoristrada dalle proporzioni simili ma con un'impostazione meno votata all'utilizzo quotidiano e più al fuoristrada.
Motorizzazioni
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Per la H7, Great Wall propone una gamma composta da tre diverse motorizzazioni. La versione d'accesso monta un 2.0 turbo a benzina da 222 Cv e 385 Nm, abbinato a una trasmissione automatica a nove rapporti ed alla trazione anteriore o integrale. Segue un full hybrid (ibrido non ricaricabile esternamente), che monta un 1.5 a benzina abbinato a un cambio a quattro marce e ad un motore elettrico per una potenza massima di 247 Cv e una coppia di 535 Nm, a fianco di una trazione esclusivamente anteriore. Al top della gamma, l'ibrida plug-in (ricaricabile esternamente), con un 1.5 sempre abbinato a un cambio a quattro marce, più una coppia di motori elettrici per una potenza massima nominale di ben 435 Cv e una coppia di 670 Nm. L'autonomia in modalità elettrica garantita dal suo pacco batterie da 33,8 kWh, è invece pari a 120 km, secondo il ciclo di omologazione cinese Cltc. Tra le prerogative della versione plug-in, il ripartitore intelligente di coppia tra le singole ruote, per una ripartizione fino al 50/50 tra anteriore e posteriore, un differenziale bloccabile e una capacità di traino di 1,8 tonnellate.
interni
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Se fuori le forme ruvide e squadrate donano un aspetto a tratti "retrò", in abitacolo sono i display a dominare la scena. Il quadro strumenti digitale ha una diagonale da 12,3", ed è affiancato a un grande display infotainment, da ben 15,6". Questo consente di interagire con il sistema operativo proprietario di casa Gwm, detto Coffee O.S. A questo si abbina una fornita dote di comandi fisici, disposti su due livelli. All'estremità inferiore del display si controlla l'impianto di climatizzazione, mentre sulla consolle centrale sono disposti i comandi relativi alla marcia ed alle funzioni per la guida in off-road. Tolta la suite tecnologica, l'abitacolo della Gwm H7 ha un aspetto semplice ed utilitaristico, con un grande maniglione davanti al sedile del passeggero e rivestimenti in similpelle nera. A fare la differenza, tuttavia, è la dotazione di serie, che si preannuncia ricca per la fascia di prezzo, ancora non specificata.








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