Dopo il bronzo nell’all-around e l’argento al cerchio ai Mondiali: "Incredibile avere già il pass per l’Olimpiade 2028. Quando mi sono resa conto di avercela fatta è stato incredibile"
Non lo ha capito subito. Mentre alla Festhalle tutti avevano già fatto i conti, Sofia Raffaeli aveva intravisto i propri punteggi, ma non seguito la gara: i pensieri rivolti solo su se stessa. C’era un secondo giorno di qualifiche da riscattare e un sogno da andare a prendere: una medaglia mondiale, il pass olimpico. Dopo un anno travagliato, l’ennesimo cambio di allenatrice e il poco lavoro con Amina Zaripova, Sofia non osava guardare così lontano.
Novemila chilometri più in là, fino alla California. Poi è scesa in pedana l’ultima atleta ed è arrivato il verdetto: terza. Per la quarta volta consecutiva Sofia è salita sul podio mondiale dell’all-around conquistando la prima carta olimpica per l’Italia. Ieri è tornata in pedana più leggera. Alla palla ha commesso un’imprecisione, al cerchio invece no. Il suo cavallo di battaglia non l’ha tradita. Da Rio a Francoforte, da un bronzo nel concorso generale all’altro, Sofia ha chiuso il cerchio. Nel 2025 d’oro, ieri d’argento.
Sofia Raffaeli
Ginnasta
Nata nel 2004, bronzo nel concorso generale a Parigi '24. Sei ori, 5 argenti e 6 bronzi mondiali
Sofia, partiamo dall’all around: davvero non aveva capito di essere arrivata terza?
"No, non ne ero sicura neanche al termine della mia prova al cerchio. Avevo intravisto i miei punteggi, ma non guardavo quelli delle altre né come stesse andando la gara. Ho cercato di chiudermi nella mia bolla e di dare il massimo. Anche dopo l’ultima ginnasta non sapevo se fossi terza o quale distacco mi sarebbe servito per esserlo. Quando mi sono resa conto di avercela fatta è stato incredibile".
Aveva detto che l’obiettivo di questo Mondiale era divertire e divertirsi. Si è divertita?
"Nell’all-around ero molto concentrata: ho cercato di fare ogni esecuzione dando il massimo fisicamente, ma senza espormi. Nelle finali del cerchio e della palla, invece, mi sono proprio goduta la pedana, il pubblico e mi sono lasciata andare".
E ancora una volta il cerchio non l’ha tradita.
"E' un attrezzo in cui riesco a esprimermi sempre al meglio. La musica mi rappresenta, è forte e aggressiva. Riesco a interpretarla in qualsiasi situazione, anche quando non ho il mood al massimo. Anzi, mi aiuta a sfogarmi".
Non si aspettava di conquistare il pass per Los Angeles già qui?
"No, perché è stato un anno molto travagliato. Non mi aspettavo di finire sul podio a questo Mondiale. Magari da fuori tutti avevano già capito che ce l’avevo fatta, ma io no. È stata un’emozione forte".
Adesso, però, può guardare ai prossimi anni da qui ai Giochi con molta più tranquillità.
"Il prossimo Mondiale sarà ancora più tosto perché ci saranno molte più ginnaste con i fucili puntati per staccare il pass olimpico. Con il ritorno delle russe la concorrenza è aumentata ancora. Io so di poter continuare a migliorare, soprattutto a livello fisico. Dal punto di vista artistico mi viene tutto naturale, anche se posso ancora riscoprirmi. Sicuramente affronterò il prossimo Mondiale con più serenità".
Non mi aspettavo di finire sul podio a questo Mondiale. Magari da fuori tutti avevano già capito che ce l’avevo fatta, ma io no. È stata un’emozione forte
Sofia Raffaeli
A Francoforte si è vista anche la sua forza mentale: dopo le difficoltà nelle qualificazioni è riuscita a ripartire da zero nell’all-around.
"È stata tosta, ma mi sono preparata molto anche sotto questo punto di vista. Nello staff abbiamo anche i mental coach, mi aiutano molto, paradossalmente nel superare non tanto i giorni no, ma soprattutto quelli belli".
Che cosa intende?
"Quando faccio bene, a volte mi viene l’ansia di dover dimostrare di meritare quello che mi danno. Mi aiutano a superare questa piccola paura e a cercare di fare ancora meglio il giorno dopo".
Con Amina Zaripova lavorate insieme soltanto da sette mesi. Come sta andando?
"Il primo periodo penso sia stato il più difficile: conoscerci e cercare di capire quello che proviamo entrambe non è stato facile. Ma il lavoro che stiamo facendo è solo all’inizio".
Ci ha raccontato che vedere vincere gli altri azzurri le dà carica. È riuscita a seguire gli Europei di atletica e nuoto?
"Un po’ sì. Mi piace molto guardare gli altri atleti italiani: i loro successi mi stimolano tantissimo. Per esempio ho visto Tamberi conquistare l’oro agli Europei la stessa sera in cui ho vinto il bronzo. Lo seguo anche sui social, so che per lui è stato difficile tornare e che ha vissuto anni complicati. È stato bellissimo vederlo tornare e vincere".
Adesso però la prima azzurra qualificata per Los Angeles è proprio lei. Fa effetto pensare che questa volta possa essere Sofia Raffaeli a ispirare gli altri?
"Quando me l’hanno detto non ci credevo . Non me l’aspettavo ed è bellissimo".
Con il ritorno delle russe la concorrenza è aumentata ancora. Io so di poter continuare a migliorare, soprattutto a livello fisico
Sofia Raffaeli
Tara Dragas ieri ha chiuso quarta alla palla. Com’è avere un’altra azzurra con cui lottare per il podio?
"È bello soprattutto per il percorso che facciamo insieme. Tara mi stimola a migliorarmi. Anche lei tra le migliori al mondo, quindi ci spingiamo a vicenda. Come prima c’era Milena, adesso c’è lei. Cerchiamo di supportarci il più possibile e quest’anno abbiamo vissuto insieme, non ci siamo mai staccate. Sono contenta del percorso che sta facendo e di vederla crescere: l’anno prossimo sarebbe importante riuscire a conquistare anche un altro pass per Los Angeles, come era già successo per Parigi e Tokyo".
Mamma e papà erano sugli spalti. Avete già festeggiato?
"Dopo il bronzo la sera ci siamo visti e ci siamo abbracciati. Festeggeremo a casa tutti insieme".










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