Grillo X factor al referendum, ma sul voto non scioglie dubbi

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   Il silenzio come "forma più elevata di presenza". E la giustizia, "agitata da tutti come una bandiera e usata come una clava". Riflessioni che Beppe Grillo ha lasciato a fine anno nell'ultimo post 'politico' del suo blog. E che riemergono in un pranzo romano. La scorsa settimana, il fondatore del Movimento è tornato a riunire i suoi più fidati al solito hotel Forum. "Una chiacchierata tra vecchi amici", spiega chi c'era. A tavola, però, non manca la politica. Le sorti del M5S e la battaglia sul simbolo, certo, ma anche il referendum. "Votare sì o no?", chiede qualcuno dei partecipanti.

    Ma l'ex garante pentastellato schiva la domanda e preferisce astenersi. Da giudizi tranchant, così come da comunicazioni ufficiali.

    Per ora, quando si parla di giustizia, riaffiora il "dolore" per la vicenda giudiziaria di suo figlio Ciro. "Ha un pugnale piantato nel cuore, ce l'ha con i magistrati per quella sentenza", racconta chi con Grillo ha uno scambio costante. Ma l'intenzione di voto in vista del referendum resta un'incognita.

    C'è chi - tra i suoi più vicini - ipotizza un suo sì alle riforma, e chi invece è certo che Grillo non lascerà trapelare nessuna propensione. E chi, ancora, non esclude che l'ex pentastellato possa disertare le urne. In ogni caso, i fari restano accesi sulle mosse di chi definiva l'istituto del referendum come "il massimo dell'espressione democratica".

    Nel merito della riforma della giustizia, però, restano posizioni distanti tra i 'fedelissimi' dell'ex capo politico del M5S. C'è chi è fermo sul 'no', convinto che questa sia "la riforma di Licio Gelli". E chi invece, come Danilo Toninelli, considera la riforma "per alcune parti grillina". "Non è l'obbrobrio che dicono le opposizioni, il sorteggio è una norma grillina per antonomasia", incalza. Ma c'è una cosa che mette tutti d'accordo: "seppellire il simbolo glorioso del M5S" e strapparlo al presidente 5S Giuseppe Conte, impegnato intanto in una ferma battaglia per il no al referendum. La guerra sul simbolo, infatti, non resta fuori dagli scambi tra i grillini 'di ferro', che consigliano al fondatore di "non mollare". "Ci saranno nuove sorprese in materia", avverte qualcuno. 

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