La nuova edizione stenta a decollare. Dopo il peggior debutto di sempre, sorgono le prime domande: il programma deve fermarsi?
Andrea Fiori
26 marzo - 13:17 - MILANO
I reality in Italia sono in crisi oppure il calo di ascolti del Grande Fratello Vip 2026 è un caso isolato? Nonostante gli ingenti sforzi produttivi messi in campo da Mediaset e un restyling editoriale che ha puntato con decisione su una narrazione più pulita e meno incline agli eccessi del passato, la sensazione è che il formato abbia smarrito la sua capacità attrattiva e di presa sul pubblico. Quello che per decenni è stato il re incontrastato del palinsesto, capace di generare un'attesa febbrile tra una puntata e l'altra, appare oggi come un marchio affaticato, con ascolti deludenti e sotto la media delle precedenti edizioni. Non è più l'evento collettivo di rottura (e un po' trash) che fermava l'Italia davanti allo schermo, ma si è trasformato in una sorta di comfort zone rassicurante per uno zoccolo duro di fedelissimi che però non basta più a garantire la rilevanza culturale e commerciale di un tempo.
grande fratello vip 2026: ascolti in calo
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I dati Auditel raccolti in questa prima fase dell'edizione 2026 fotografano una realtà difficile da ignorare, segnata da una preoccupante instabilità. Il debutto del 17 marzo era stato il peggiore di sempre (per l'edizione Vip) con 2.182.000 spettatori e il 18,4% di share, numeri che segnavano già un calo. La situazione è peggiorata drasticamente con la seconda puntata del 20 marzo, quando il programma è sprofondato a 1.672.000 spettatori con appena il 14,3% di share, toccando uno dei minimi storici assoluti per la versione Celebrity. Sebbene l'ultimo appuntamento del 24 marzo abbia fatto registrare un timido segnale di ripresa risalendo a 1.813.000 spettatori (15,3%), il recupero sembra molto difficile: guadagnare un punto percentuale non nasconde il fatto che il programma fatichi ormai stabilmente a superare la soglia psicologica dei due milioni di utenti, un risultato un tempo considerato la soglia minima di ogni prima serata Mediaset.
Le edizioni passate, dati a confronto
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Mettere a confronto questi risultati con la cronistoria del programma evidenzia una parabola discendente che sembra non avere fine. Solo tre anni fa, l'edizione autunno 2022-primavera 2023 del Grande Fratello Vip chiudeva con una media di 2.649.000 spettatori e il 20,5% di share, dati che allora vennero accolti con freddezza in quanto i peggiori delle sette stagioni precedenti, ma che oggi potrebbero essere battuti (in peggio) dall'edizione in corso.
Il tracollo appare ancora più evidente se si osserva l'eredità lasciata dalla versione "Nip" (quella dei non famosi) conclusasi nel 2025: una finale da incubo ferma a 1.620.000 spettatori (14,33%), con una perdita secca di un milione di persone rispetto all'anno precedente. Oggi il Grande Fratello non solo non domina più la serata, ma subisce sorpassi sistematici dalla fiction Rai (come Le Libere donne, che vola verso i 3 milioni) e viene insidiato anche da talk show di approfondimento come DiMartedì su La7, segno che il pubblico preferisce tutt'altro rispetto prevedibile gioco delle dinamiche nella Casa.
GF Vip 2026 a rischio chiusura anticipata: quali sono le cause?
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Ragionando sulle ragioni di questo disamore, emerge un paradosso: la colpa non sembra risiedere nella confezione attuale del prodotto. La conduzione di Ilary Blasi è ironica e priva di quel protagonismo ingombrante che aveva caratterizzato le ultime gestioni, ma ci si chiede se una nuova chiusura anticipata di un programma da lei condotto, come avvenuto con The Couple, possa condizionare il futuro della sua carriera.
Il cast appare più centrato e meno incline a un trash becero che aveva allontanato gli inserzionisti. Il vero problema è il logorio strutturale del format: dopo decine di edizioni (tra versioni classiche, Vip etc), il meccanismo è diventato trasparente per lo spettatore: il pubblico riconosce i trucchi narrativi, le finte liti e le dinamiche degli innamoramenti programmati prima ancora che accadano. A questo si aggiunge la saturazione dovuta alla doppia programmazione settimanale, che ha trasformato l'eccezionalità del reality in un'abitudine stanca. Il Grande Fratello sembra essere vittima di sé stesso: un marchio che si è rimpicciolito e che non riesce più a intercettare quella fetta di pubblico generalista che cerca la sorpresa e l'inedito.
Cosa farà mediaset?
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Di fronte a questa erosione costante, la domanda che circola tra gli addetti ai lavori è se sia finalmente giunto il momento di staccare la spina. Mediaset si trova davanti a un bivio strategico fondamentale: può scegliere di continuare a spremere il brand fino all'ultima goccia di share, accettando la sua mutazione in un prodotto di nicchia per appassionati del genere, oppure può decidere per una sospensione reale e prolungata.
Uno stop di almeno due o tre anni potrebbe essere l'unica vera cura: permetterebbe al pubblico di smaltire l'assuefazione e darebbe agli autori il tempo necessario per riscrivere da zero il linguaggio del reality, magari tornando alle origini o inventando regole del tutto nuove. Senza una rigenerazione profonda e un periodo di astinenza per i telespettatori, il rischio è quello di veder trasformare un pilastro della storia televisiva italiana (e non solo) in un triste ricordo di un'epoca ormai tramontata.









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