Non solo la bufera politica. Venezia si è svegliata questa mattina con un forte vento che ha finito con l'alimentare un incendio che si è sviluppato nel padiglione serbo della Biennale, per fortuna senza gravi danni. Un incidente occorso il giorno prima della presentazione del Padiglione Centrale, appena restaurato, alla quale il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, non sarà presente. A rappresentarlo, nell'appuntamento che vedrà gli interventi del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, e del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, sarà il vice capo di gabinetto, Valerio Sarcone.
Un nuovo strappo con la Fondazione, dunque, dopo la decisione di ospitare la Russia all'esposizione d'arte in programma dal 9 maggio. Il ministro non ha fatto alcun cenno alla vicenda durante la cerimonia di proclamazione di Ancona a capitale della Cultura, ma il segnale politico è evidente. È vero che, con l'assenza, si evita uno scontro diretto tra i protagonisti, che potrebbe inasprire anche il conflitto con l'alleato Matteo Salvini, ma appare chiaro che l'esecutivo non intenda affatto deporre l'ascia di guerra. Rovesciare la decisione presa da un ente autonomo è, però, tutt'altro che semplice. Il ministero non ha ancora fatto sapere se dalle carte inviate dalla Biennale, a partire dalla corrispondenza con le autorità russe, siano emerse, a suo giudizio, possibili violazioni del quadro sanzionatorio europeo nei confronti di Mosca. Né sono arrivate indicazioni sulla praticabilità dei vari interventi ipotizzati in questi giorni, dal commissariamento della fondazione al congelamento del padiglione russo, fino ad un intervento che impedisca agli artisti di entrare in Italia. Sta facendo discutere anche l'indiscrezione rilanciata da La Repubblica su un incontro avvenuto ieri a Palazzo Madama tra Buttafuoco, che oggi è a Venezia, e il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel tentativo - secondo il quotidiano - di trovare una mediazione con Fratelli d'Italia e con il governo.
"La situazione ha raggiunto un punto politico intollerabile - afferma il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini -. Una questione che vede pressioni politiche clamorose e perfino l'ombra di un commissariamento che non può essere discussa solo in incontri riservati tra vecchi amici di militanza a destra. Per questo ribadiamo che Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco devono riferire subito in Parlamento". Ad intervenire anche il sovrintendente della Fenice di Venezia, Nicola Colabianchi. "Sicuramente l'arte dovrebbe essere indipendente dalla politica - sottolinea -, però le situazioni vanno valutate per quelle che sono, perché ci sono degli equilibri politici importanti in questo momento che sono messi in discussione". Questa mattina, però, a destare preoccupazione per alcune ore è stato principalmente l'incendio che ha coinvolto il padiglione della Serbia, divampato mentre erano in corso lavori di coibentazione sulla guaina di copertura. Nonostante le forti raffiche di vento, i vigili del fuoco sono riusciti a domarlo in breve tempo. Ha preso fuoco una copertura all'esterno, senza coinvolgere nessuno e senza danni agli arredi, all'esposizione o alle altre strutture circostanti, tranne che a un lucernaio di recente fattura.
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