Giro d'Italia, come è fatto il bus del team Polti VisitMalta

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Viaggio alla scoperta dei mezzi che accompagnano la Corsa rosa. Gli otto portacolori del team varesino si spostano a bordo di un bus Irizar i6S dotato dei migliori comfort. Ecco le sue caratteristiche tecniche e le dotazioni

25 maggio - 15:08 - ALESSANDRIA 

C'è chi, fra gli appassionati di ciclismo, preferisce assistere alla partenza di una tappa, magari posizionandosi a ridosso del palco del foglio firma, chi predilige i passaggi intermedi, soprattutto quando si sale in quota, e chi cerca sempre di raggiungere la zona del traguardo per assistere dal vivo all'atto conclusivo di una frazione da una posizione privilegiata. Storicamente, però, il primo punto di contatto fra gli assi del pedale, protagonisti della 109esima edizione del Giro d'Italia, e i tifosi (ma anche i semplici, e sempre numerosi, curiosi) avviene a monte, in prossimità della zona dello start. Di fatto è proprio nel momento in cui gli atleti (dai velocisti agli scalatori, fino ai cronomen e ai gregari) scendono dai pullman delle rispettive squadre che termina l'attesa e, in un clima in cui la festa convive con la tensione sportiva, gli spettatori hanno la possibilità di avvicinare i propri beniamini. Un rito collettivo dal grande fascino che si ripete quotidianamente e che, in occasione della 13esima frazione, la Alessandria-Verbania di 189 chilometri (dei 3.468 km complessivi articolati su 21 tappe), abbiamo vissuto in compagnia del team Polti VisitMalta, anche per provare a capire qualche segreto del loro bus e della strategia (di squadra e da un punto di vista logistico) per la Corsa rosa.

il bus irizar i6s e le ammiraglie Škoda

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Ad eccezione dei veicoli di una delle ventitré squadre al via della Corsa rosa (i mezzi del team Picnic Postnl Raisin sono giunto sul posto con un certo anticipo), tutti gli altri pullman hanno raggiunto il parcheggio di piazza Garibaldi a partire dalle ore 10.45, giusto in tempo per l'apertura del foglio firma (dalle ore 11.10) e per la partenza ufficiale (in programma alle 12.40, con il passaggio dal chilometro zero previsto alle 12.55) da piazza della Libertà. L'assegnazione degli (ampi) spazi è avvenuta in base all'ordine di arrivo di ciascun bus, procedendo progressivamente in senso antiorario all'interno di un'area dalla conformazione rettangolare non accessibile al pubblico. Fra i presenti nel (primo) cuore pulsante della città anche Davide Cassani, ex ciclista e commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo su strada, oggi commentatore Rai, e il cantante Omar Pedrini. Il team Polti VisitMalta ha occupato il quinto stallo disponibile con le cinque ammiraglie (Škoda Superb in versione station wagon), un van Peugeot Traveller destinato al trasporto delle persone e l'imponente Irizar i6S dotato di un motore 6 cilindri in linea alimentato a gasolio. Si tratta di un modello ad elevata efficienza (in questa versione il marchio spagnolo stima una riduzione dei consumi e delle emissioni fino al 15% grazie a una riduzione dei pesi e a un miglioramento del coefficiente aerodinamico) dalle dimensioni generose (10,8 metri di lunghezza, mentre nella variante a tre assi si raggiungono i 14,9 metri, 3,7 metri di altezza e 2.550 mm di larghezza) progettato per i lunghi viaggi.

le dotazioni e le attività sul pullman

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Dopo la sveglia, la colazione mattutina e il trasferimento in pullman verso il centro di Alessandria, poco dopo le ore 11.00 per gli otto atleti del team Polti VisitMalta è scattata l'ora della riunione tecnica. "Per noi il pre-tappa inizia già la sera precedente - ha spiegato Francesco Gavazzi, ex ciclista professionista di lungo corso che attualmente ricopre il ruolo di direttore sportivo (gli altri sono Giovanni Ellena, Jesus Hernandez e Stefano Zanatta) del team -. Una volta finita la tappa si torna in hotel e la sera, prima di cena, si inizia già a parlare e a proiettarsi sul giorno dopo. Con gli atleti ci confrontiamo, cerchiamo di capire come stanno, cosa pensano anche loro della tappa, quindi con la riunione del giorno dopo sul bus si va un po' a chiudere il cerchio di idee già messe sul tavolo. Andiamo a rispolverare alcuni concetti e ad analizzare dove bisogna stare attenti (nel corso della giornata, ndr) e quando bisogna farsi trovare pronti. Poi si cerca anche di interagire con i corridori per capire se tutti hanno la stessa idea e, visto che adesso inizia ad esserci un po' di fatica, è una buona occasione per motivarli un po': tante volte la testa conta anche di più delle gambe". Sul bus ogni mattina trovano spazio, nelle postazioni allestite nell'apposita area riunioni, (in ordine alfabetico) Mattia BaisLudovico Crescioli, vincitore del Giro dell'Appennino, Giovanni LonardiMirco Maestri, secondo sul traguardo di corso Venezia (nella 15esima frazione Voghera-Milano), Andrea Mifsud, primo atleta maltese al via di un grande giro, l'esordiente Thomas Pesenti, Diego Sevilla, prima maglia azzurra (riservata al leader del Gran Premi della Montagna) di questo Giro d'Italia, e Alessandro Tonelli. Fra schermi e slide, è in questa porzione del lungo corridoio (che ricorda, per certi versi, una camera di un albergo e per altri uno spogliatoio di uno stadio di calcio o di un palazzetto) che nascono le tattiche per la tappa. Ma a bordo sono presenti anche docce e toilettes, un'area massaggi e una vera e propria zona ristorante con cucina e frigo. E poi le cassettiere in cui vengono stipate, con la stessa cura e precisione con cui vengono pianificate le fughe di giornata, le borracce e altre dotazioni personali per gli atleti. 

basso, l'ex campione oggi manager di polti

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Negli Anni 90 il team Polti ha conquistato due vittorie assolute del Giro d'Italia con Gianni Bugno (1990) e Ivan Gotti (1999). Poi, in seguito al ritiro dalle competizioni, dal 2024 l'azienda lombarda è tornata a ricoprire il ruolo di title sponsor di una squadra di ciclismo professionistico grazie a questa collaborazione con il progetto italo-spagnolo avviato dai fratelli Contador (Alberto e Fran) con, fra gli altri, Ivan Basso. "Noi ormai abbiamo una logistica estremamente collaudata - ha dichiarato il varesino, due volte (nel 2006 e nel 2010) vincitore della Corsa rosa, nonché sport manager del team Polti VisitMalta - Questo è il nostro sesto Giro d'Italia (in precedenza con la denominazione Eolo Kometa), abbiamo tre aree importanti e uno staff che è con noi ormai da anni. Oltre all'organizzazione sportiva ovviamente, ne abbiamo una legata al marketing e alla comunicazione e poi ne abbiamo una per quanto riguarda gli ospiti e gli invitati". Alle sue spalle gli atleti iniziano a scendere dal bus. Nella mattinata di venerdì 22 maggio 2026 non si è svolta nessuna sessione di rulli in vista della tappa, ma in ogni caso le biciclette Aurum Magma sono rimaste all'ombra (grazie a una tenda di larghe dimensioni che si estende lungo tutta la fiancata destra dell'Irizar i6S) e al riparo dalla calura. In prossimità dell'asse e della porta posteriore, alcuni dei guest presenti  in piazza Garibaldi hanno avuto la possibilità di sorseggiare un caffè fumante preparato da una delle macchinette che, durante i lunghi trasferimenti quotidiani, vengono celate dietro a un apposito scompartimento. 

Per Basso, che nel 2015 si è tolto il casco da ciclista per indossare il berretto da manager, le innovazioni presenti (soprattutto sul fronte logistico) nel mondo del ciclismo professionistico sono quasi naturali. "Quello che è cambiato il mondo, non soltanto le squadre ciclistiche. Una volta si chiamava dal telefono della camera, adesso... - ha spiegato l'ex campione - C'è stata un'evoluzione e ritengo che il ciclismo stia ancora cercando di raggiungere altri sport: certe cose che accadono nel ciclismo moderno nel basket americano Nba accadevano trent'anni fa". Poi, guardando alla crescita progressiva della corsa che lo ha consacrato, Basso ha solamente delle parole al miele. "Il Giro d'Italia ha avuto sicuramente una grandissima evoluzione, un aumento di pubblico e un miglioramento in termini di attività, anche oltre la corsa. Oltre a un discorso relativo ai materiali utilizzati e alle performance, c'è stato un netto miglioramento anche da un punto di vista della comunicazione: oggi, oltre alla diretta della corsa, ci sono diverse attività specifiche per attirare un pubblico più giovane. Da questo punto di vista credo che in Rcs Sport & Events siano stati bravissimi negli ultimi anni a curare questa innovazione che ha portato nuovi input positivi. Anche noi ogni anno, in base alle risorse economiche che abbiamo, cerchiamo sempre di potenziare i vari dipartimenti e credo che sul fronte comunicazione e marketing la nostra squadra sia all'avanguardia". 

un... giro per la bulgaria

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Da Varese, sede del quartier generale del team Polti VisitMalta, alla Bulgaria, per poi rimettersi in viaggio (dal tardo pomeriggio di domenica 10 maggio 2026) alla volta della Grecia e, per via marittima, del porto di Catanzaro. Un viaggio di 3.400 chilometri in giro per Europa per raggiungere la Grande partenza della Corsa rosa, avvenuta l'8 maggio 2026 da Nessabar, e il successivo start dalla Calabria della quarta frazione. "Complessivamente siamo partiti con un bus, un camion, un camper, cinque auto, due van e due furgoni" spiega Maurizio Borserini, fotografo della squadra nonché membro del team comunicazione guidato da Barbara Vismara. In totale lo staff è composto da circa 25 persone, con una parte del personale che ha seguito la squadra in Bulgaria (gli altri hanno raggiunto direttamente Catanzaro) che ha poi proseguito la propria attività dietro al Giro dell'Ungheria.

la soddisfazione di basso e gavazzi

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Un modello giovane che, anche in questa edizione, sta onorando al meglio l'invito, sotto forma di wild card, al Giro d'Italia numero 109. "Sul fronte sportivo stiamo correndo benissimo - è il plauso di Ivan Basso ai suoi ragazzi -, in modo ordinato e coraggioso, alla pari di squadre che sulla carta sono anche più forti, quindi sono molto orgoglioso di quanto ha fatto la squadra in questi giorni. Quello che hanno dimostrato a livello di collettivo è davvero bello e ammirevole". Gli fa eco il diesse Francesco Gavazzi. "Per noi la prima metà di Giro è stata sicuramente positiva. Ci siamo fatti vedere praticamente tutti i giorni, in tappe in cui la fuga era più scontata e in altre in cui servivano le gambe, abbiamo sempre provato a correre per inseguire un piazzamento e una vittoria. Speriamo di continuare con questo trend".

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