Le parole di Donnarumma, capitano azzurro e veterano nella Nazionale più giovane di sempre, prima degli impegni con Lussemburgo e Grecia: "Il mio compito è dare l’esempio, trasmettere l’amore per l'azzurro"
L’Italia più giovane di sempre si prepara al doppio test: mercoledì in Lussemburgo, domenica prossima a Creta per incrociare la nazionale ellenica. E nell’Italia più giovane di sempre c’è un capitano "ferito" dalla notte di Zenica, ko in Bosnia, addio America. "Ci tenevo ad esserci, mi sono sentito in dovere di fare una chiamata e di dare la mia disponibilità: il commissario tecnico ha scelto e sono qui. Perché soltanto io e non gli altri miei compagni del gruppo che ha perso il Mondiale agli spareggi? Sarebbero venuti anche loro, lo avrebbero fatto con grande piacere, ma - così Gigio Donnarumma - tutti sapevano della decisione del mister di voler portare i suoi ragazzi…". Tradotto: è nata l’Italia più giovane di sempre - età media 20 anni e sei mesi - per due partite che dovranno segnare la nostra ripartenza.
il ricordo di zenica
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"Quando li vedo in allenamento mi emoziono, mi piace vedere come si divertono, la leggerezza che hanno, la loro abilità tecnica: da loro dovremo ricevere una bella dose di energia e forza per ricominciare a sognare. Il mio compito - così Donnarumma - è dare l’esempio, trasmettere l’amore per questa maglia: io sono pronto, se ci qualificheremo, ad andare alle prossime Olimpiadi a Los Angeles". Gigio prova a guardare oltre, il peso di Zenica lo tormenta. "Mi è caduto il mondo addosso e ora quella ferita me la porterò dietro per sempre. Il Mondiale? Lo guarderò dal 20 luglio…". Il 20 luglio sarà il giorno dopo la finale.
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