Chi era Valentino? "Era una persona
estremamente professionale. Nel suo lavoro era veramente
puntiglioso, doveva fare otto disegni quell'ora e li faceva e
pretendeva che tutti fossero come lui. Nella vita privata era un
sognatore, il ragazzo sognatore che ho conosciuto. Lui aveva 26
anni, quindi era ancora giovane, abbastanza per fare i sogni e
abbiamo cercato di farglieli fare fino all'ultimo". Giancarlo
Giammetti ha ricordato così Valentino Garavani, lasciando la
camera ardente dello stilista, allestita da Pm23, a Roma.
I due, che hanno passato tutta la vita insieme come compagni
di lavoro e, per un periodo, di vita, si sono mai detti: 'Cosa
sarebbe successo se non ci fossimo mai incontrati'? "Forse, non
me lo ricordo, ma sicuramente incontrarsi è stato un momento
importante".
"Valentino ha sempre amato Roma e ha sempre voluto restare a
Roma, è qua con noi e abbraccia Roma anche lui. Abbiamo
cominciato qua dentro, qui in questo palazzo. Ha rappresentato
veramente la vita, è come un nido dove noi siamo cresciuti, dove
abbiamo spiccato il volo ma tornavamo sempre qui", ha
proseguito. Vedere il feretro qui "è stata una grande emozione.
Ma ci sono altre grandi emozioni passate, degli ultimi momenti
di Valentino. Non aspettavo tanto amore, non aspettavo tante
cose che stanno succedendo intorno. Non mi aspettavo tanto
affetto dalla gente".
Il bianco, di cui è piena la camera ardente, "è un colore che
amava - ha spiegato -. Poi non dobbiamo mischiare la moda per
forza con delle cose più classiche. Si tratta di una classica
camera ardente e sarebbe ridicolo farla rossa".
"Credo che la cosa più importante che lo ha guidato e che
sicuramente vorrebbe lasciare alle nuove generazioni è la
bellezza, la voglia di bellezza - ha detto Giammetti -. La
bellezza fa diventare bello, la bellezza crea bellezza, la
bellezza crea cultura. Questa è il grande lascito di Valentino.
C'è una frase che lui ha detto, è lì stampata: I love beauty,
it's not my fault. Amo la bellezza, non è colpa mia. Credo che
questa sia un po' la parola più giusta per ricordarlo". Nel suo
lavoro Valentino "voleva imbellire la donna, eliminare anche i
possibili difetti di una donna. Questa è la chiave del suo
successo".
Quanto ai giovani, "ci sono tanti nuovi talenti, e spero
soltanto che si ispirino a quello che Valentino ha voluto dire,
di rendere in una donna una donna più bella e non
ridicolizzarla, non diventare il manichino delle frustrazioni di
un disegnatore". Abbiamo bisogno di bellezza oggi? "Sempre di
più, mi pare. Oggi le notizie non sono proprio le più belle", ha
concluso.
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2 giorni fa
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