Le banche centrali dovrebbero rialzare i tassi qualora le aspettative sull'inflazione dovessero entrare in una spirale negativa. "Gli incontri Fmi-Banca Mondiale della prossima settimana si concentreranno su come far fronte allo shock della guerra in Medio Oriente, attualmente in fase di pausa", ha detto il direttore generale Kristalina Georgieva. "Il Fmi può intensificare il sostegno ai Paesi con i piani esistenti; sono previsti ulteriori programmi in arrivo. Prevediamo che la domanda di sostegno da parte del Fmi nel breve termine aumenterà, attestandosi a 20-50 miliardi di dollari, considerate le ricadute della guerra" in Iran.
La guerra in l'Iran lascerà "cicatrici permanenti sull'economia globale", anche se si dovesse raggiungere un accordo di pace duraturo in Medio Oriente. Parlando ad un evento del Fmi, Georgieva ha detto che gli effetti della guerra fino ad oggi si tradurranno in una crescita globale più lenta nel 2026. Se non fosse scoppiato il conflitto sei settimane fa, il Fmi "avrebbe rivisto al rialzo" le stime di crescita globale, "ma ora, anche il nostro scenario più ottimistico prevede una revisione al ribasso. Anche nel migliore dei casi, non ci sarà un ritorno netto e indolore allo status quo".
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