Gemitaiz: "Sanremo peggio della Nazionale. Roma mia, sei difficile da tifare. Ma se compri questi tre..."

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Il rapper romano, tifoso giallorosso: "La Roma è la prima cosa per cui ho riso e pianto. Non mi piace il centrocampo, va svecchiato. Le canzoni al Festival le sceglie chi di musica non fa niente: fai finta che sia la Champions, le liste chi le fa, l'allenatore o il magazziniere?"

Giulio Di Feo

Giornalista

30 maggio - 16:59 - MILANO

"M'hanno spezzato il cuore, adesso ce ne ho due. Uno per le sofferenze mie e uno per le tue" cantava, e per uno che di mestiere fa il rapper è un affare: doppia sensibilità, serve a chi mette in rima quello che sente e vede, e doppia resistenza ventricolare, utile per un tifoso di una squadra che mette le emozioni sulle montagne russe come poche. Prima di girare l'Italia per il tour del suo nuovo album, Elsewhere, Gemitaiz riavvolge il mixtape della sua vita. "Rimo da quando Totti aveva il diciassette", dice in un verso, prima però inciampa pure nel pallone. "Mio padre era un chitarrista, come tutti i genitori che suonano uno strumento mi faceva i concerti quando ero piccolo. Ma appena inizio a camminare prendo confidenza col calcio"

Che giocatore è il giovane Gemitaiz?

"Attaccante esterno, bravo, veloce. Gioco fino a 16 anni, poi il resto della vita prende il sopravvento"

E la chitarra di papà?

"Ci provo: chitarra, batteria, basso... niente. Ma la musica mi affascina, e quando comincio a scrivere scopro che è la voce il mio strumento. Poi sento 'All eyez on me' di Tupac, e quel disco mi cambia la vita. Per mesi non ascolto altro. Io sono compulsivo, se una cosa mi appassiona voglio saperne sempre di più, mi viene voglia di ascoltare tutto il rap che trovo".

Una volta tanti ragazzini volevano fare i calciatori, oggi sempre tanti vogliono fare i rapper...

"Sai cosa? Oggi per fare breccia nella musica hai tanti modi veloci: magari funziona la voce, magari hai la canzone che spacca, magari un video... La facilità con cui tutto si può ottenere fa sì che un ragazzino dica 'Voglio fare il rapper' perché nella sua testa è semplice. Su un campo da calcio puoi farti un c... così tutta la vita e non arrivare mai, no? Le nuove generazioni sono pigre, non vogliono correre. Lo stesso che prima ti avrebbe detto che voleva fare l'attore oggi ti dice che vuole fare il tiktoker"

Pallone d'Oro? Forse Kane, Dembelé, ci sono la Champions e il Mondiale di mezzo... ma il mio preferito è Olise

Gemitaiz

Uno pensa al rap americano e pensa al basket. Il rap italiano ha degli sport di riferimento?

"Sì, il calcio e gli sport da combattimento. Jake La Furia è un malato di pallone, anche Emis Killa e Madman, ma so' tutti milanisti... Madman poi ultimamente sta in fissa per non so quale tecnica strana di arte marziale, un sacco di colleghi fanno boxe..."

Tu e Madman avete pure fatto una canzone chiamata Pistorius...

"In quegli anni (il 2013, ndr) era figo fare un pezzo con il nome di un personaggio in voga. E quello era il momento suo, tra l'atletica e l'omicidio della fidanzata. La storia dell'atleta senza gambe che all'improvviso diventa il cattivo della situazione ci appassiona, ci vengono tutta una serie di analogie con il suo personaggio: corro veloce, corro verso l'oro, sparo con la bocca..."

Olise mi fa godere. Lo paragonano a Yamal, ma sono diversi. Le uniche cose che hanno in comune è che al 99% ti saltano e sono mentalmente un passo avanti all'avversario

Gemitaiz

Oggi c'è un atleta che ti ispira?

"Su due piedi ti dico no. Però se vedo qualcosa e mi colpisce e trovo sia una buona metafora da incastrare in un pezzo, lo sport fornisce sempre belle punchline da usare"

Uno dei tuoi brani più famosi si chiama Ballon d'or. Quest'anno a chi lo daresti?

"Mmm, forse Kane, Dembelé, ci sono la Champions e il Mondiale di mezzo... ma il mio preferito è Olise. Mi fa godere. Lo paragonano a Yamal, giocano nello stesso ruolo ma sono diversi. Le uniche cose che hanno in comune è che al 99% ti saltano e sono mentalmente un passo avanti all'avversario. L'hai vista l'andata tra Bayern e Psg in Champions? Nuno Mendes mica lo salti facilmente, è una bestia, è veloce, eppure Olise riusciva sempre a mischiargliela in qualche modo"

Cos'è per te la Roma?

"È vita, è passione, è la prima cosa che mi ha fatto ridere e piangere. È la squadra che andavo a tifare con mio padre e di cui sono ancora completamente dipendente. Allo stadio vado con Rodrigo D'Erasmo, il violinista degli Afterhours. Mi ci trascina lui, ogni volta ho paura che non vada bene..."

Un amore tossico, insomma.

"Non è una squadra semplice da tifare, di sicuro la nostra è la fanbase più divertente al mondo. Nessuno sa essere autoironico come un romanista. C'è una pagina geniale sui social, Schickposting, tifosi della Roma che fanno meme su loro stessi. Il più bello è quello di una freccia che si rincorre in circolo e passa da 'Se vedemo ar Circo Massimo' a 'Non ve voglio più vede' e viceversa. Un'ironia tutta romana che si rispecchia nel romanismo, anche nei momenti bui te fai sempre 'na risata".

La Roma vince lo scudetto, Totti gioca col 10 e tu hai 13 anni.

"L'anno più bello per essere romanista. Ho visto tante altre Rome fortissime, tipo quella che ha buttato fuori il Barça di Messi, ma quella era veramente imbattibile. Una delle cose belle della musica è che mi ha portato a conoscere i miei idoli. Con Aldair e De Rossi ci scriviamo, quando ho incontrato per la prima volta Candela allo stadio 4 anni fa non mi pareva vero"

Specialità della Roma: diatriba interna. Totti o Spalletti?

"Dai, su, nessuno stava con Spalletti..."

Pisilli è un mini De Rossi.  Kean? Meglio da calciatore che da rapper

Gemitaiz

Ranieri o Gasperini?

"Allora, un romanista non può non stare con Ranieri. Voleva andare in pensione da un sacco di tempo, doveva andarci già dopo Cagliari, poi è tornato alla Roma, c'ha salvato il c... un'altra volta, s'è messo a fa' il senior advisor ed è uscito di scena dopo aver fatto molto più del dovuto. L'anno prossimo comunque non credo che sarebbe rimasto. Gasperini invece è un allenatore formidabile e in pensione non ci vuole stare. Sto con tutti e due, ecco. Sto col bene della Roma"

Ds Gemitaiz, compri tre calciatori per la Roma. 

"In difesa siamo messi benissimo, ci serve il centrocampo. I vecchi, Pellegrini, Cristante e compagnia, hanno fatto il tempo loro, El Aynaoui in certi giorni si vede che c'ha la stoffa. Vorrei vedere in mezzo lui, Koné e Pisilli, che è un mini De Rossi. Uno dice 'Stai a bestemmià', invece no: è un romanista vero, che vuole giocare per la Roma, corre come un dannato ed è pure bravo tecnicamente. Poi prenderei Atta dell'Udinese che secondo me è fortissimo, Dumfries a destra e Kean: ok, abbiamo già Malen, ma secondo me è un grande attaccante"

Rappa pure lui. L'hai sentito?

"Sì che l'ho sentito. Meglio da calciatore, senza dubbio"

L'Italia non è più come una volta. Si dice spesso per la Nazionale e per Sanremo.

"Sta messo peggio Sanremo. Ma non per chi partecipa, eh, ma per come viene gestito. Al di là dei gusti musicali, è il teatrino che si crea attorno che per me è orrendo. Le canzoni non sono più al centro, non dovrebbe sceglierle un presentatore o chi non ha mai avuto a che fare con la musica. Fai finta che Sanremo è la Champions, la lista della squadra chi la fa? L'allenatore o il magazziniere? O uno che non c'entra niente col pallone?"

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