Gasperini: "Koop? Non è vero che quelli che alleno poi in giro fanno male. Io e Spalletti simili perché..."

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Il tecnico giallorosso: "Dybala non credo sia in condizioni di giocare ma proviamo. La Juve per me è stata una palestra incredibile"

Francesco Balzani

Collaboratore

28 febbraio - 14:47 - ROMA

Decisiva non ancora, ma decisamente importante di sicuro. Questo è il pensiero di Gian Piero Gasperini alla vigilia del big match contro la Juventus. Una sfida che difficilmente vedrà Dybala in campo come spiega subito il tecnico di Grugliasco: “Proviamo oggi. Sta molto meglio rispetto a qualche giorno fa, ieri ha dato buone risposte. Ma non credo sia nelle condizioni di poter giocare”.

cambio modulo

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E allora si profila anche la possibilità di un cambio modulo con una difesa a 4 già vista nel secondo tempo con la Cremonese. “Dopo aver provato quello schema in allenamento lo abbiamo fatto anche in partita e le cose sono andate decisamente bene - ammette Gasp -. Ti dà del curriculum, del vissuto, Puoi passare da una situazione all'altra. Molto dipende dalla partita e dall'avversario. Ho tanti centrocampisti ora a disposizione e stanno facendo tutti bene. Siamo un po' più carenti sugli attaccanti esterni. Soulè spero di averlo la prossima settimana. Ma sono esperienze che ci torneranno utile in questo finale di stagione”.

tabù big match

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Con la Juve serviranno però anche le certezze e un pizzico di fortuna in più rispetto agli ultimi big match. La Roma infatti non ha vinto ancora contro una delle top del campionato. “Però siamo sempre stati alla pari, abbiamo pareggiato con Napoli e Milan, abbiamo vinto col Como, col Bologna, altrimenti non saremmo in questa posizione di classifica. È chiaro che ci manca la vittoria contro una di queste squadre attaccate a noi. Domani non dobbiamo pensare a questo, dobbiamo pensare alla gara perché la Juventus è una grande squadra e spesso queste partite viaggiano sull’equilibrio e sono le cose minime che spostano il risultato”. Lo stesso vale per Spalletti in una sfida tra decani della serie A. “Tutti e due cerchiamo di raggiungere il risultato anche attraverso l’espressione del gioco, una cosa che ci ha sempre identificato. È un aspetto per noi importante e credo che anche domani sarà una partita tra due squadre che cercano di ottenere il risultato attraverso un gioco di qualità, con poche speculazioni. Entrambe proveranno comunque a giocare per vincere la partita. Noi superiori a loro? All’andata eravamo molto rimaneggiati soprattutto in difesa ma è stata una buona partita, equilibrata fino alla fine. Siamo sempre stati in emergenza, siamo andati tra alti e bassi. Adesso entriamo in una fase dove è importante dare continuità. Chi riesce a fare un filotto di risultati stacca in classifica ed è questo che noi dobbiamo fare”, ha ribadito Gasperini.

l'europa

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Il tecnico torna anche brevemente sulle difficoltà delle italiane in Champions: “E’ un discorso troppo lungo da fare. Bisogna prendere in considerazione non solo le coppe ma anche la Nazionale. Probabilmente non c’è un problema unico, perché altrimenti si risolverebbe facilmente, è tutta una serie di situazioni che ci ha portato a essere sicuramente meno competitivi in Europa. O forse anche merito di altri Paesi, ad esempio quello che sta facendo la Norvegia”. La Roma però in Europa c’è ancora e affronterà il Bologna. “Dispiace perché si tratta di due squadre italiane che potevano fare strada e ciò ci penalizza per il ranking - ha commentato il tecnico -. Noi dobbiamo cercare di essere competitivi in campionato e raggiungere il massimo, cercare di stare dentro in Europa League. Manca questa settimana e poi si entra in partite tutte importanti”.

koopmeiners

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Così come è importante il suo vissuto alla Juventus. “La Juve è stata una palestra incredibile - ammette Gasp -. Ho fatto 10 anni da ragazzino nel settore giovanile, altrettanti come allenatore, 5 anni in Primavera. Sicuramente è stata una grandissima formazione per me. Era una società dove il calcio si faceva molto bene. Mi ha dato opportunità di fare calcio a livello giovanile e andare in giro per l'Europa a vedere giocatori”. Infine una battuta su Koopmeiners, suo ex pupillo all’Atalanta: “Non è vero che i giocatori che ho allenato poi fanno peggio altrove. Qui a Roma abbiamo i casi di Mancini e Cristante, giocatori che ho ritrovato cresciuti e maturati. Li ho trovati anche molto più forti. Non so il motivo per cui Koop non ha reso al massimo, ci sono tante variabili. Di sicuro posso dire che era un giocatore forte di quell’Atalanta”.

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