Gas e petrolio riprendono la corsa con le tensioni nel Golfo, Borse calme

7 ore fa 4

Si riaccende lo scontro nel Golfo Persico e ripartono i prezzi di gas e petrolio. Sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa, il metano è infatti salito a un massimo del 6% a 51,5 euro al Megawattora, con il petrolio che si è mosso sulla stessa linea oltre i 75 dollari al barile. Per il gas si tratta dei livelli più alti da maggio, mentre le Borse sono rimaste calme: i listini azionari migliori in Europa sono stati quelli di Milano e Parigi, che hanno chiuso in rialzo dello 0,3%, seguiti da Amsterdam in crescita dello 0,1%.

Piatte Londra e Francoforte, mentre Madrid ha ceduto lo 0,3%. Fiacca Wall street. Qualche tensione sui titoli di Stato: i rendimenti dei bond della Gran Bretagna sono saliti di dieci punti base e quelli italiani di sette 'basis point', con il tasso del prodotto del Tesoro al 3,87%. Si è trattato di un movimento comune ai prodotti di tutta Europa e quindi gli spread sono rimasti piuttosto stabili, con il differenziale tra Btp e Bund a 10 anni che ha concluso la seduta a 76,5 punti base contro i 77,6 dell'avvio. Tensioni anche negli Stati Uniti: i rendimenti dei titoli del Tesoro a due anni sono cresciuti al livello più alto dall'inizio del 2025, soprattutto a causa delle rinnovate tensioni in Iran che hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando le speculazioni sulla necessità per la Federal Reserve di aumentare i tassi di interesse per combattere l'inflazione. Il rendimento a due anni, molto sensibile alle variazioni dei tassi, è salito fino a tre punti base, raggiungendo il 4,24%, mentre il rendimento del titolo decennale ha guadagnato tre punti base, arrivando al 4,59%. Questioni che saranno al centro dell'incontro un po' a sorpresa a Washington tra la presidente della Bce Christine Lagarde e il numero uno della Fed Kevin Warsh, con la Lagarde che poi vedrà anche il segretario del Tesoro Scott Bessent. La presidente rappresenterà una Bce certamente preoccupata.

"L'intensificarsi dei conflitti in Medio Oriente o il deterioramento del clima di rischio a livello globale - si legge infatti nel rapporto 2025 del Comitato europeo per i rischi sistemici (Esrb) - potrebbero innescare correzioni di mercato brusche e disordinate, con possibili ripercussioni sull'economia reale attraverso un indebolimento della fiducia e un aumento dei costi di finanziamento". Insomma inflazione, con il rischio di dover alzare i tassi.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’intero articolo