E' aumentato a 95 mila euro, a cui
si aggiunge il versamento di 30 mila euro di spese, il
risarcimento a Giulia Ligresti, figlia dell'imprenditore
Salvatore, ritenuta vittima di un errore giudiziario quando, nel
2013, venne arrestata, prima in carcere e poi ai domiciliari,
nell'indagine della procura di Torino sul caso Fonsai. Vicenda
per cui nell'immediatezza aveva patteggiato una pena di 2 anni e
mezzo poi cancellata dalla Cassazione.
Come riporta oggi il Corriere della Sera, giovedì scorso, i
giudici di secondo grado hanno rigettato il ricorso della
Procura Generale contro la precedente sentenza, di un anno fa,
con cui era stato disposto un risarcimento di 72 mila euro
ritenendo che il patteggiamento non costituisse un elemento
ostativo al riconoscimento dell'errore giudiziario.
Per Giulia Ligresti, assistita dagli avvocati Massimo Rossi e
Pamela Picasso, il giudizio di due giorni fa è il quarto in
Appello, mentre tre sono stati i provvedimenti della Suprema
Corte. Nel 2022 un'altra sezione della Corte d'appello milanese
aveva rigettato la prima richiesta di indennizzo per errore
giudiziario dal valore di un milione e 300 mila euro avanzata
dalla figlia dell'imprenditore alla quale erano stati liquidati
16 mila euro per ingiusta detenzione.
"Questa sentenza - ha detto lei stessa al Corriere della Sera
- riconosce che il mio patteggiamento fu il risultato di una
'pressione cautelare intensa'. Sono commossa", ha aggiunto
precisando che l'importo, al netto delle spese, andrà a due
scuole, una in India e l'altra in Siria.
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5 ore fa
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