Frankie hi-nrg mc: "I miei testi sono attuali, la società ha la retromarcia"

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Il rapper all'Adnkronos in occasione del nuovo album ‘Voce e batteria’: "Spero posso essere ascoltato per più di 40 secondi"

In un'epoca musicale dominata da produzioni complesse e stratificate, Frankie hi-nrg mc rema controcorrente e sceglie la via più radicale: spogliare le sue canzoni fino all'osso. Il risultato è il nuovo album "Voce e batteria", undici brani arrangiati per voce e batteria. Fuori oggi, il nuovo lavoro ricco di featuring, è già un manifesto d’intenti. Un progetto definito dallo stesso artista come "essenziale e radicale", nato da una riflessione: “Da anni i miei sostenitori mi dicono: 'Ma quanto sono attuali i testi delle tue canzoni?'", spiega Frankie all’Adnkronos. "A un certo punto ho provato a rileggerli e mi sono accorto che, effettivamente, la società che racconto non è che abbia fatto particolari passi avanti, in alcuni casi anzi ha un motore a retromarcia".

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Da qui l'esigenza di dare una nuova luce a quelle parole. Non riascoltando le vecchie canzoni, ma rileggendo i testi nudi e crudi. "Ho capito che il contenuto delle parole aveva bisogno di essere sostenuto da un'impalcatura, da uno scheletro, non da un corpo fastosamente vestito". Insieme al batterista Donato Stolfi, l'ispirazione è arrivata dal rap delle origini, quello minimale e purista quando bastava una batteria, un dj e una voce. "Questa essenzialità così scarna – continua - l'abbiamo vista come un utile plusvalore per evidenziare i contenuti dei miei testi". L'intuizione decisiva arriva poi dopo: trasformare questo scheletro ritmico in una "festa di parola", invitando una serie di amici e colleghi a lasciare il proprio segno. E la lista degli ospiti è a dir poco stellare. "Hanno avuto carta bianca, completamente", sottolinea Frankie.

Il singolo che lancia il progetto è "Pedala e batteria" con Jovanotti, una scelta non casuale. "L'ho scelto perché lo trovo vivace, più dinamico rispetto all'originale. Ho la sensazione che in qualche misura sia migliorata", spiega l'artista. "Tutte le canzoni di 'Voce e batteria' mi sembrano un upgrade, e sicuramente il contributo di Lorenzo rende drammaticamente up il tutto, ma anche il giro di batteria elettronica che ha inventato Donato Stolfi lo rende molto, molto rotolante". Il senso del "pedalare", inoltre, è paradossalmente più attuale oggi. "Ci sono un sacco di ragazzi che pedalano, tantissimi. Quando una volta volevano il motorino, oggi vogliono la bicicletta. Vedo un casino di ragazzini che impennano con la bici. Questo ci dà la misura di quanto, fortunatamente, l'ultima generazione sia schiettamente migliore di noi".

A Fabri Fibra viene affidato il compito di aggiungere la sua visione ad "Autodafé", una canzone sui tormenti dell'anima. "Chi meglio di un artista eccellente nel produrre sintesi testuali come quelle di Fibra?". Il progetto si arricchisce anche delle voci di Rais, Diodato, Lina Simons e Elisa, Tiziano Ferro e Emma. "Voce e batteria" è un invito a rimettere a fuoco il potere dei testi, ma senza dimenticare il corpo. "È fondamentale che ci si muova durante l'ascolto", afferma il rapper. In un'era di consumo musicale usa e getta, la sua è una proposta coraggiosa: "La mia speranza è che possa essere ascoltata per più di 40 secondi". Per Frankie, il problema della soglia di attenzione non è del pubblico, ma dell'offerta. "Se non si fa un lavoro di ricerca, se non si dicono cose interessanti, non si può pretendere che gli ascoltatori si innamorino".

La sua critica si estende al mainstream, colpevole di essersi appiattito su un gusto "plain vanilla", la panna, una base insapore pronta per essere corretta con qualche sciroppo. "È una sorta di grande blob impersonale, una sbobba un po' come il cibo che si mangia in Matrix". Un appiattimento che, secondo l'artista, si riflette anche in eventi un tempo simbolo di protesta, come ad esempio il concertone del primo Maggio: "La sensazione è che quello spirto ribelle lo si possa trovare ancora agevolmente al Primo Maggio di Taranto, dove tra l'altro uno dei direttori artistici è Diodato. Mi sembra abbastanza evidente come a Roma certi temi siano stati un po' preferiti ad altri. È anche quella forse una tendenza verso il plain vanilla: protesta sì, però non ti far sentire troppo".

Da pioniere dell'hip hop italiano, cosa pensa Frankie della scena rap e trap attuale? "È una emanazione del nostro tempo. Racconta chi siamo", ammette con onestà. "Devo dire che conosco poco, sono sincero. Però per esempio tra i giovani c'è Kid Yugi, che sicuramente è bravo. È bravo con modalità e scelte che io non avrei fatto, però è proprio bravo”. Pur non avendo seguito Sanremo da vicino, ha intercettato e apprezzato la proposta di Ditonellapiaga: "Mi piace molto il suo pezzo. La sua è una proposta interessante e il suo team di lavoro, al di là della musica, a livello di estetica e di scelte, dimostra di essere più alto di quanto voglia sembrare. È un po' come i Righeira con 'Vamos a la playa': non era una canzone che incoraggiava ad andare in spiaggia, parlava di catastrofi nucleari. Ditonellapiaga fa qualcosa di simile". Questa filosofia dell'essenziale si tradurrà anche nel tour che partirà a fine maggio. La formula sarà minima, ma non per questo povera. "Sul palco ci saremo io e Donato Stolfi. Voce e batteria. Quello è. E straordinariamente è uno spettacolo ricco, musica piena. I test che abbiamo fatto vedono persone che ballano dall'inizio alla fine”. (di Loredana Errico)

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