Il ct chiude la sua esperienza sulla panchina dei Bleus con l'eliminazione per mano della Spagna: "I giocatori sono annientati. Ma bisogna essere logici: siamo stato inferiori sul piano tecnico, è colpa nostra". De La Fuente: "Siamo la migliore squadra del mondo"
14 luglio - 23:54 - DALLAS (USA)
Come dirsi addio, cantava la meravigliosa Françoise Hardy. Beh, Didier Deschamps non ha trovato la maniera migliore. Sbagliato il testo, la musica, la partitura. Non c’è nulla da salvare nella penultima Francia del ct che l’ha presa in mano nel 2012, ereditata da Laurent Blanc, e l’ha portata a 3 semifinali del Mondiale consecutive. Il problema è che la serie è andata in progressiva difficoltà: il titolo vinto nel 2018 in Russia contro la Croazia, la finale persa nel 2022 ai rigori contro l’Argentina col famoso errore di Kolo Muani all’ultimo respiro, e qui lo stop in semifinale. La Francia che fin qui aveva impressionato è stata immobilizzata dalla Spagna.
la criptonite
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E Deschamps ha trovato in Luis De la Fuente la sua criptonite: tre semifinali contro la Roja, tre sconfitte. Nel 2024 a Monaco di Baviera il 2-1 nel penultimo atto dell’Europeo, lo scorso anno a Stoccarda il 5-4 in quello della Nations League, con la Spagna che si era portata addirittura sul 5-1 prima di fermarsi, distrarsi e concedere tre reti ai Bleus. E ieri: un 2-0 senza opposizione, appello, possibilità di ribattere. "La Spagna è favorita, il mio amico Luis lo sa. Non voglio gettargli addosso un peso troppo grosso, però in patria ha milioni di persone che pensano che debba vincere questa partita" aveva detto mezzo serio, mezzo ironico, Deschamps alla viglia. Voleva passare la responsabilità sulle spalle del collega, che se l’è presa. De la Fuente legge Marco Aurelio e alla vigilia ha citato Giulio Cesare: sono 3 anni che fa fuori i Galli, altro che Asterix e Obelix.
moschettieri infilzati
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E fa sorridere pensare che Deschamps da giocatore non aveva mai perso contro la Spagna: 4 vittorie un pari. In panchina sono state mazzate quasi sempre. E la chiusura del suo mandato, con le 3 semifinali citate, è dolorosa. I 4 moschettieri, Dembélé, Olise, Mbappé e Barcola (e poi Doué), non hanno combinato nulla. La Francia aveva il secondo miglior attacco e la seconda miglior difesa prima di questa semifinale: non ha trovato la via della rete e ha mostrato le sue lacune dietro. Difficile vincere il Mondiale con Digne.
dubbi sull'arbitro
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"I giocatori sono annientati – ha detto Didier a fine gara – ma bisogna essere logici: siamo stato inferiori sul piano tecnico, è colpa nostra". Una buona partenza, poi però Deschamps perde l’equilibrio: "Vi faccio una domanda, questo arbitro aveva il livello necessario per una semifinale? Non rispondo, ci sono state diverse situazioni…". Poi Deschamps torna sulla strada corretta: "Comunque la prima ragione della sconfitta è stata tecnica: sono stati superiori. Noi abbiamo fatto degli errori e a questo livello è così, si pagano, anche se fa male dirlo. La delusione è notevole. Giocheremo la finalina e non ho alcuna intenzione di buttare via tutto il buono che abbiamo fatto. Oggi la Spagna ha mostrato qualcosa in più". E la Francia qualcosa in meno. L’adieu è amaro.
de la fuente
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Dopo il trionfo in semifinale dell’Europeo del 2024 e quello del 2025 in Nations League, la Spagna fa tripletta e vince anche la semifinale del Mondiale. De la Fuente ancora una volta ha ragione di Deschamps e del suo quadrato magico: "È difficile descrivere ciò che si prova adesso - esordisce a caldo -, ma dev’essere qualcosa come la felicità e l’orgoglio di gestire professionisti come questi. Abbiamo ancora un passo da compiere e cercheremo di raggiungerlo. Certo, ora c’è molta tensione accumulata; è una responsabilità enorme. Essere in finale di Coppa del Mondo è un privilegio riservato a pochi eletti, e bisogna viverlo appieno. Quando abbiamo iniziato quasi 4 anni fa con un’idea, le siamo rimasti fedeli e questo ci ha portato fin qui. Sì, direi che la nostra idea di calcio probabilmente è ciò di cui abbiamo discusso di più. Noi affrontavamo una delle migliori nazionali al mondo, ma oggi loro affrontavano la migliore squadra al mondo". Dopo il ct ha parlato il terzino sinistro del Tottenham di De Zerbi Pedro Porro, autore del 2-0, appena il suo secondo gol in nazionale: "È un sogno che si avvera, persino meglio di quanto avessi mai sognato. Sono felicissimo dell’atteggiamento della squadra dall’inizio alla fine. Abbiamo giocato una grande partita, abbiamo fatto tutto il possibile per passare il turno. Fatte le cose molto bene, e questa vittoria è per la squadra, non per me. Il piano di gioco? Sapevamo che contrastare i loro punti di forza era fondamentale, ci siamo riusciti e sono molto contento. Questa vittoria è per tutti e 26. Llorente si chiedeva se avrebbe mai potuto giocare o meno, e ora sono molto contento per lui".








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