L'ultimo campionato disputato con le monoposto Gen3 Evo ha regalato colpi di scena, ribaltoni in classifica e una lotta iridata risolta soltanto nell'ultimo E-prix di Londra: ecco le nostre pagelle ai protagonisti della stagione 12 della Formula E
Adriano Bestetti
17 agosto - 18:15 - MILANO
Con il concitato E-prix di Londra dell’ultimo weekend, la stagione 12 del Campionato del Mondo Abb Fia Formula E è andata in archivio chiudendo definitivamente l'epoca delle monoposto Gen3 Evo, sostituite dalle rivoluzionarie Gen4 a partire dalla prossima stagione 2026-2027. E bisogna ammettere che il finale dell’annata appena conclusa è stato tra i più combattuti degli ultimi anni. A trionfare tra i piloti, alla fine, è stato il tedesco Pascal Wehrlein su Porsche, campione con merito dopo 17 round in cui ha alternato prestazioni magistrali a qualche preoccupante battuta d’arresto. La casa di Stoccarda ha inoltre portato a casa il titolo Costruttori, messo in bacheca con due round di anticipo, mentre il team Jaguar Tcs Racing si è assicurato il titolo Squadre grazie alla continuità di rendimento dei suoi due alfieri, Mitch Evans e Antonio Felix da Costa. La stagione 2025-2026 della Formula E è stata ricca di colpi di scena e di continui sconvolgimenti in classifica, incoronando il suo campione solo all’ultima gara, ma sono stati diversi i piloti che si sono presi le luci della ribalta durante l’anno. Ecco le pagelle dei tredici protagonisti che, secondo noi, hanno lasciato maggiormente il segno.
Pascal Wehrlein, Porsche Formula E
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Voto 10. Pascal Wehrlein ha centrato il bersaglio grosso della stagione, quello che avrà maggior rilievo storico, e questo gli vale sicuramente un 10 nel nostro pagellone di fine anno. Ma senza la lode, a causa di qualche errore di troppo che avrebbe potuto costargli caro alla luce del margine di soli 5 punti con cui si è accaparrato il titolo. La corona della Formula E è comunque il giusto sigillo su una stagione vissuta sempre da protagonista, un successo costruito con lucidità, velocità e una capacità di gestione delle gare spesso superiore a quella degli avversari. Le vittorie di Jeddah, Shanghai e, soprattutto, nella prima gara di Londra hanno rappresentato i pilastri della sua vittoria, ma non sono mancati i fine settimana complicati, specialmente nella fase centrale della stagione in cui Evans e Dennis sembravano avere qualcosa in più. Tuttavia, in un modo o nell’altro, Wehrlein ha sempre limitato i danni. Nel drammatico finale londinese ha mantenuto il sangue freddo nonostante l’enorme pressione, anche se nella seconda giornata ha mancato l’ingresso in zona punti. Wehrlein è diventato così il secondo pilota nella storia della Formula E a conquistare due volte il titolo dopo il francese Jean-Eric Vergne, bissando il titolo conquistato nella stagione 10. L’anno prossimo difenderà il titolo con la nuova vettura Gen4 di Porsche e partirà inevitabilmente tra i favoriti.
Mitch Evans, Jaguar TCS Racing
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Voto 9. Mitch Evans ci ha provato fino all’ultimo, ma anche quest’anno il titolo della Formula E, che per lui sarebbe il primo, gli è sfuggito proprio sul più bello. Il neozelandese è sembrato a lungo il candidato numero uno per la vittoria finale: dopo aver terminato senza punti le prime due gare, è stato autore di un crescendo che lo ha visto trionfare a Miami e a Berlino (stabilendo così il record assoluto di vittorie in Formula E) oltre a collezionare numerosi piazzamenti pesanti, alla fine cruciali per il team Jaguar Tcs nella conquista del titolo squadre. Il grande rimpianto resta il finale di stagione: qualche errore di troppo e un E-prix di Londra meno brillante del previsto gli sono costati la leadership della classifica proprio sul traguardo. Resta comunque una delle stagioni più solide della sua carriera in Formula E. Evans ha già confermato l’addio a Jaguar dopo 10 anni di convivenza e insistenti rumors lo danno vicinissimo all’accordo con il neonato team ufficiale Opel.
Jake Dennis, Andretti Formula E
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Voto 8,5. Jake Dennis ha aperto la stagione con una convincente vittoria a San Paolo del Brasile e si è rilanciato nel finale con il trionfo di Sanya e piazzamenti pesantissimi, che gli hanno permesso di restare in corsa per il mondiale fino all’ultima gara. Nel mezzo, però, l'inglese della Andretti ha alternato buone prestazioni a qualche occasione mancata, come accaduto a Tokyo, dove si è visto sfuggire una vittoria all’ultimo giro per mano di un Dan Ticktum solo superficialmente cooperativo. Quando la monoposto americana è stata competitiva, Dennis ha spesso fatto la differenza, dimostrando ancora una volta di essere uno dei migliori interpreti della Formula E moderna. Non è arrivato il secondo titolo mondiale, probabilmente sfumato a causa della pessima qualifica nel sabato di Londra, ma Dennis ci riproverà ancora il prossimo anno: sempre con il team Andretti, ma con powertrain fornito da Nissan anziché da Porsche.
António Félix da Costa, Jaguar TCS Racing
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Voto 7,5. Il portoghese António Félix da Costa ha vissuto una stagione fatta di picchi altissimi e di qualche passaggio a vuoto. Le vittorie di Jeddah e Madrid sembravano averlo proiettato verso un finale di stagione da assoluto protagonista, ma alcuni errori e risultati opachi nelle fasi decisive del campionato gli hanno impedito di mantenersi in lotta per il titolo piloti. Nella seconda gara di Londra, ormai tagliato fuori anche matematicamente dalla contesa, si è messo al servizio della squadra per dare una mano a Mitch Evans, producendosi in una spietata marcatura su Wehrlein che alla fine non ha però portato al risultato sperato. Da Costa proverà comunque a rifarsi la prossima stagione, sempre con i colori di Jaguar Tcs, team del quale sarà probabilmente la prima guida alla luce dell’addio di Evans.
Oliver Rowland, Nissan Racing
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Voto 7+. La buona sorte non ha dato una grande mano a Oliver Rowland nella difesa del titolo iridato di Formula E conquistato la scorsa stagione, ma non v'è dubbio che il britannico della Nissan ha dato il massimo per riconfermarsi. Nella prima parte di stagione, Rowland ha collezionato diversi piazzamenti di rilievo prima di centrare la prima vittoria con il numero 1 sul musetto, a Monte Carlo, ma dopo questo risultato non ha più ritrovato la gioia del podio, perdendo via via contatto con i primi della classifica. ha sulla coscienza l'erroraccio di Sanya, ma a conti fatti non è stato quello ha impedirgli di conservare lo scettro di campione. Ci riproverà di nuovo il prossimo anno.
Nyck de Vries, Mahindra Racing
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Voto 7. Nyck de Vries ha avuto un inizio di stagione piuttosto abulico con la sua Mahindra, ma nella seconda parte, probabilmente corroborato dall’importante successo alla 24 ore di Le Mans, ha finalmente ritrovato la strada per la vittoria. Troppo tardi per inserirsi nelle zone alte della classifica, ma abbastanza per ribadire il suo indubbio talento. Le vittorie ottenute a Monaco e Tokyo hanno rappresentato i momenti più significativi di questa sua tardiva rinascita, ma a loro vanno aggiunte numerose prestazioni solide che alla fine gli hanno permesso di chiudere settimo in campionato. Non sono mancati i fine settimana anonimi e non è stato impeccabile in termini di continuità, ma il bilancio finale di De Vries resta comunque positivo. Mahindra non ha ancora ufficializzato la sua line-up piloti per il prossimo anno, ma l’olandese sarà con ogni probabilità uno dei nomi da seguire con attenzione anche nella nuova era delle Gen4.
Taylor Barnard, DS Penske
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Voto 7. Taylor Barnard può essere considerato la vera rivelazione della stagione 12 di Formula E. Giovanissimo, velocissimo e sempre più convincente con il passare delle gare, il britannico della Ds Penske ha messo la proverbiale ciliegina sulla torta della sua annata con la prestigiosa vittoria nell’ultima gara di Londra, giusto davanti al proprio pubblico. Pur avendo chiuso solo undicesimo in campionato, Barnard ha stupito per maturità, velocità sul giro secco e capacità di gestire la pressione. In diverse occasioni ha messo in difficoltà piloti molto più esperti e il successo londinese sembra solo il primo capitolo di una carriera destinata a lasciare il segno. Se manterrà questa traiettoria di crescita, potrebbe essere tra i futuri protagonisti della Formula E. Tuttavia, con il team Ds Penske che ha chiuso il suo impegno nella serie elettrica, il suo futuro in questa categoria è ancora incerto.
Nico Müller, Porsche formula E
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Voto 7-. Approdato a inizio anno in un team altamente competitivo come quello ufficiale Porsche, lo svizzero Nico Müller ha indubbiamente svolto il suo dovere. Ha centrato la sua prima vittoria in carriera in Formula E a Berlino, ha conquistato punti importanti per la conquista del titolo costruttori e ha coperto le spalle al caposquadra Pascal Wehrlein quando è stato necessario, soprattutto nell’ultimo E-prix di Londra quando ha reso la vita impossibile a Mitch Evans. Probabilmente non ha ancora raggiunto il livello necessario per competere con gli avversari più quotati e ha pagato qualcosa sul piano della continuità, ma la sensazione è quella di un pilota nel pieno della maturità che può crescere ulteriormente nel nuovo ciclo tecnico delle Gen4.
Edoardo Mortara, Mahindra Racing
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Voto 6,5. Complice la comunque colpevole mancanza di vittorie, la stagione di Edoardo Mortara è stata meno appariscente rispetto a quella di altri colleghi, ma lo svizzero è stato indubbiamente tra i piloti più continui del campionato. In particolar modo all’inizio, quando conquistò due secondi posti nelle prime quattro gare. L’esperto pilota elvetico ha conquistato punti importanti per Mahindra e si è visto spesso nelle posizioni di vertice in pista, mantenendosi così a lungo anche nelle zone nobili della classifica piloti, ma nella seconda metà del campionato ha perso smalto ed è risultato meno incisivo. Gli è mancato l'acuto vincente per meritare un voto ancora più alto, ma ha messo a referto ben 3 pole e il suo rendimento è stato tutto sommato positivo. Mortara compirà 40 anni a gennaio e il suo futuro in Formula E, almeno per il momento, non è stato ufficializzato.
Nick Cassidy, Citroën Racing
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Voto 6,5. Il neozelandese Nick Cassidy era stato autore di uno scoppiettante inizio di stagione con il debuttante team Citroën Racing, centrando il podio nella prima gara in Brasile e addirittura la prima vittoria per la compagine francese già al secondo round di Città del Messico. Tuttavia il resto della sua stagione non è stato altrettanto esaltante, con ben otto “zeri” a fare da contraltare a ulteriori tre piazzamenti sul podio. Quando tutto ha funzionato a dovere, Cassidy ha confermato di essere tra i piloti più veloci della griglia, ma quando le cose si sono complicate gli è mancata la capacità di limitare i danni. Ad ogni modo, il suo ruolo di prima guida nel team Citroën Racing non è mai sembrato in discussione a fronte di un Vergne decisamente deludente. L’anno prossimo Cassidy proverà a migliorarsi sempre sotto le insegne del double chevron.
Lucas di Grassi, Lola Yamaha
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Voto 6+. Lucas Di Grassi non ha certamente fatto sfracelli nella sua ultima stagione da pilota in Formula E, ma merita sicuramente la sufficienza per aver firmato uno degli exploit più sbalorditivi dell’intero campionato. Il riferimento è ovviamente alla seconda gara di Shanghai: nessuno avrebbe scommesso su di lui, ormai quarantaduenne, a ritiro già annunciato, al volante di una Lola-Yamaha scarsamente competitiva e per giunta penultimo in griglia. E invece il brasiliano ha sfoderato una prestazione memorabile che, con l’ausilio di un pizzico di fortuna, gli ha regalato la vittoria forse più sorprendente della sua intera carriera. La prima in assoluto per il team, oltre che quella con il maggior recupero di posizioni recuperate nella storia del campionato elettrico.
Sébastien Buemi, Envision Racing
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Voto 6. Anche l’esperto Sébastien Buemi non correrà più in Formula E, ma nella sua stagione di commiato con Envision Racing ha dato dimostrazione di essere sempre un mastino della pista. Non ha conquistato vittorie, ma ha spesso massimizzato il potenziale della sua vettura raccogliendo punti importanti su diverse piste. La perla della stagione è stato il secondo posto nella seconda gara di Jeddah, ma lo svizzero è finito in zona punti in altre 9 occasioni per centrare l’ultimo posto della Top 10, con quasi il doppio dei punti del ben più giovane dirimpettaio di box Joel Erikssen. La velocità sul giro secco non è più quella dei tempi migliori e la squadra non gli ha sempre fornito un mezzo in grado di lottare per il podio, ma Buemi si è dimostrato sempre pronto a sfruttare ogni singola opportunità.
Dan Ticktum, Cupra Kiro
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Voto 6-. Anche quest’anno Dan Ticktum si è confermato tra i piloti più vivaci e imprevedibili della Formula E. La vittoria nella prima gara di Tokyo, pur contornato dalle polemiche per il presunto tranello giocato ai danni di Dennis, ha rappresentato indubbiamente l’apice della sua stagione, ma tra i momenti da ricordare c’è anche la doppia pole conquistata con la sua Cupra Kiro a Monte Carlo, un’impresa mai riuscita prima a nessun altro pilota che però non è stato capace di convertire in punti iridati. Restano alcuni episodi caratterizzati da un’aggressività probabilmente eccessiva e qualche errore francamente evitabile, ma nel complesso il britannico ha dimostrato di poter lottare con i migliori. Al momento, però, il suo futuro in Formula E appare ancora incerto.










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