Cobolli, sconfitto in finale da Zverev al Roland Garros, parla durante la cerimonia di premiazione: "Sono state le due settimane più belle della mia vita"
7 giugno 2026 (modifica alle 20:23) - PARIGI
L’enorme applauso dello Chatrier che accompagna Flavio Cobolli mentre riceve da Adriano Panatta, ultimo vincitore italiano cinquant’anni fa, il piatto d’argento riservato allo sconfitto della finale testimonia l’affetto e l’ammirazione che il campione azzurro si è guadagnato in queste due settimane di torneo grazie alle sue qualità di tennista e alla sua simpatia e spontaneità. L’abbraccio a fine match con l’amico Sascha, poi, è l’ulteriore dimostrazione del suo spessore umano.
le prime parole
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E le parole alla premiazione lo confermano: “Vorrei complimentarmi con Sascha, se mi avessero chiesto chi si meritava di più uno Slam, avrei detto lui. Sono felice per lui, e ovviamente triste per me. È stata molto combattuta, sono comunque state le due settimane più belle della mia vita. Ed è un onore e un orgoglio ricevere il premio da Adriano, anche se non l’ho mai visto giocare”. E dopo i ringraziamenti al team (“Mia madre è ancora viva, è quello che conta”, dirà sorridendo), fissa già l’orizzonte per il futuro: “Sono giovane, per me questo è un grande risultato comunque, ma rappresenta un punto di partenza”.











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