Finora 390 segnali di onde gravitazionali, 3 o 4 a settimana

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Sono 390 i segnali di onde gravitazionali rilevati a oltre dieci anni dalla scoperta e il ritmo dei nuovi 'cinguettii', come i segnali vengono chiamati dai fisici, sta decisamente accelerando, tanto da toccare il ritmo di tre o quattro a settimana. Lo indicano i dati più recenti della collaborazione che riunisce i due rivelatori americani Ligo, l'europeo Virgo che si trova in Italia a Cascina (Pisa), e il giapponese Kagra. Al catalogo, che viene costantemente aggiornato, sono stati aggiunti 161 eventi rilevati tra aprile 2024 e la fine gennaio 2025. Tanti i risultati importanti, alcuni dei quali già annunciati, come la prova dell'esistenza di buchi neri di seconda generazione e la localizzazione più precisa mai ottenuta per una sorgente di onde gravitazionali. Secondo gli esperti sono dati sufficienti per dire che l'astronomia gravitazionale ha ormai raggiunto la sua maturità.
    Intitolato Gravitational Wave Transient Catalogue-5.0 (Gwtc-5), il catalogo contiene il 75% di tutti gli eventi di onde gravitazionali osservati dalla prima rilevazione nel 2015 ed è stato completato con una serie di articoli in via di pubblicazione su Astrophysical Journal e Astrophysical Journal Letters.
    "La straordinaria sensibilità dei nostri rilevatori ci permette ora di rilevare tre o quattro segnali di onde gravitazionali ogni settimana", osserva Ed Porter, del Laboratoire Astroparticule et Cosmologie del Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs).
    La migliore localizzazione di un segnale generato dalla fusione di due buchi neri risale al 15 giugno 2024 ed è stato ottenuto dai tre rivelatori, con un importante contributo di Virgo. "Sapevamo che il contributo di Virgo sarebbe stato decisivo per migliorare la localizzazione delle sorgenti di onde gravitazionali osservate,", dice Marie Anne Bizouard, portavoce della collaborazione Virgo e ricercatrice del Cnrs a Nizza.
    Il segnale più nitido, del 14 gennaio 2025, è stato generato dalla fusione di due buchi neri con masse quasi identiche avvenuta a più di un miliardo di anni luce dalla Terra. Un altro risultato straordinario è stata la scoperta dei buchi neri di seconda generazione. Per Mario Spera, della collaborazione Virgo e della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa), "il mistero non sta semplicemente nel fatto che questi buchi neri ruotino velocemente, ma nel perché questa sottopopolazione compaia proprio a queste masse. È un altro indizio del fatto - rileva - che l'Universo potrebbe ancora nascondere pezzi importanti della storia di come i buchi neri nascono, si evolvono e si fondono".
   

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