Sale forte in Borsa Ferrari, nonostante la politica dei dazi di Trump stia facendo tremare sul fronte dell'automotive mezza Europa. A Piazza Affari oggi 28 marzo, ultimo giorno della settimana di contrattazioni, il titolo guida i rialzi a metà giornata con un parziale che ha sfiorato il 4% (+3,96%). A far galoppare il cavallino di Maranello non è solo la veloce reazione alle mosse americane, ma il giudizio di analisti internazionali. Dopo il rating positivo di Bernstein è stata la volta di Barclays ad alzare l'asticella, portanto il target a 485 euro.
La decisione della Ferrari in risposta ai dazi
''Nel riaffermare il proprio impegno per garantire la massima attenzione e tutela dei clienti e con l’obiettivo di garantire loro certezza: le condizioni commerciali rimarranno invariate per gli ordini di tutti i modelli importati prima del 2 Aprile 2025 e per gli ordini delle seguenti tre famiglie - Ferrari 296, SF90 e Roma – a prescindere dalla data di importazione. Per i restanti modelli, le nuove condizioni doganali si rifletteranno parzialmente sul prezzo, fino ad un massimo del 10 per cento di aumento, in coordinamento con la nostra rete di distribuzione. Sulla base di ciò, Ferrari conferma che gli obiettivi finanziari per l’anno 2025 restano invariati, con un potenziale rischio di diluizione di 50 punti base sui margini percentuali di redditività (margini percentuali Ebit ed Ebitda)''.