Il portiere di Capo Verde ha commosso il mondo: in un mese da 32mila a 28 milioni di follower. E ora la sua carriera potrebbe riaccendersi negli Usa
Vozinha è al mare. A Capo Verde, nella sua Mindelo, isola di São Vicente, una delle 10 che compongono l’arcipelago africano che ha un sesto degli abitanti di Buenos Aires e ha messo alle corde l’Argentina campione del mondo, perdendo 3-2 ma conquistando il mondo. Vozinha se la gode: Capo Verde è impazzita per le gesta degli Squali Blu, accolti a casa come eroi. Vozinha davanti a sé ha l’oceano Atlantico, e spera di attraversarlo verso nordovest, per raggiungere Miami. Guarda l’orizzonte e intravede Leo Messi. Già, perché il Mondiale gli ha cambiato la vita: parate, lacrime e il boom di follower hanno attirato l’attenzione dell’Inter Miami. David Beckham sta pensando che l’arrivo di Vozinha nella sua franchigia potrebbe far bene alla squadra e al club. Quest’anno in porta all’Inter Miami ha giocato il canadese St. Clair, non un profilo altissimo. Vozinha era al Desportivo Chaves, che ha chiuso 9° nella B portoghese. Pensava che il Mondiale fosse l’ultimo approdo di una carriera sudatissima, e invece no. Tutto è esploso.
il boom
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Il portiere che deve il suo nome al difensore brasiliano Josimar e il suo nickname al fatto che da bambino quando perdeva si arrabbiava e andava a sfogarsi dai nonni, vozinha in creolo, prima di partire per l’America aveva 32.500 follower su Instagram. Oggi sono 28 milioni e mezzo. Secondo uno studio di Football Benchmark sulla crescita dei profili dei protagonisti della Coppa del Mondo, nessuno è paragonabile a Vozinha. La cosa non lascia indifferenti gli uomini dell’Inter Miami, che pensano al calcio e a ciò che gli sta intorno.
il viaggio
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Vozinha nel 2011 è partito da Mindelo e per provare a crescere è passato in Angola. Aveva già 25 anni. Da Luanda a Chisinau, Moldova. Poi Portogallo, 5 anni a Cipro e poi Slovacchia, da Limassol a Trencin. E nel 2024 il ritorno in Portogallo, a Chaves, in mezzo al Paese. Niente mare, contratto modesto ma un posto da titolare. Occhio, perché invece in nazionale il ct Bubista l’aveva accantonato, mandando in porta Bruno Varela, 8 anni più giovane, nato a Lisbona e arrivato fino all’Under 21 portoghese. Oggi è in Arabia a monetizzare, ma con Varela in porta Capo Verde non si è qualificato per l’ultima Coppa d’Africa allargata a 32 squadre. E forse anche per questo Bubista è tornato sui suoi passi e al Mondiale ha dato fiducia a Vozinha che il 3 giugno ha compiuto 40 anni e 12 giorni dopo ha conquistato un magnifico clean sheet contro i campioni d’Europa della Spagna. Il mondo ha scoperto Capo verde. E Vozinha, che a fine partita piangeva forte. "Pensavo ai miei nonni, che non ci sono più e grazie ai quali sono diventato calciatore e che porto sempre con me nel soprannome. E poi pensavo a mia madre, che non è qui con me per problemi di visto". Ecco, l’America delle porte chiuse, dei visti negati ad arbitri internazionali e mamme orgogliose. Però qualcuno ha avuto il cuore e il potere necessari per far avere il visto ad Ana Candida Evora, che porta il cognome della grande Cesaria, magnifica cantante e persona più famosa del Paese fino a questo Mondiale. Beckham e Messi forse non conoscono la "Diva a piedi nudi" che cantava il Carnevale di São Vicente, però sono attratti da Josimar Jose Evora Dias, in arte Vozinha.









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