Sfuma l'emendamento riformulato dal governo al decreto fiscale che estendeva alle società di telecomunicazioni il divieto di telemarketing selvaggio (oggi previsto per i contratti di energia elettrica e gas). Non ha convinto le opposizioni e in più, non essendo attinente - per materia - al resto del provvedimento, rischiava di incorrere nei rilievi del Quirinale. Il presidente della commissione Finanze del Senato, il leghista Massimo Garavaglia, nel confermare le osservazioni del Colle, aveva spiegato che potevano essere superate con l'unanimità.
Cercata ma mai raggiunta in commissione. Quella dell'unanimità "è una prassi da sempre utilizzata e non ci si riferisce, né ci si potrebbe riferire, a indicazioni di altre istituzioni", ha precisato il sottosegretario all'Economia Federico Freni. La norma si trasformerà in un ordine del giorno di maggioranza al dl fiscale e, come annunciato dalla relatrice di FdI, sarà riproposta nel primo provvedimento utile.
Il decreto arriva, dunque, nell'Aula del Senato in mattinata dopo una giornata di tensione in Commissione sul nodo telemarketing. "Siccome è un tema oggettivamente non omogeneo, onde evitare questioni con il Quirinale se c'è unanimità dei gruppi lo facciamo - aveva spiegato nel primo pomeriggio Garavaglia -. Se, invece, alcuni gruppi preferiscono che la gente sia molestata al telefono, vuol dire che non lo faremo".
"Un argomento inaccettabile" quello che scarica sul Quirinale, secondo la capogruppo del Pd in commissione Cristina Tajani che punta il dito: "Hanno fatto una scelta politica e noi ne prendiamo atto. A quel punto noi abbiamo chiesto di mettere ai voti i nostri emendamenti originari sulla stessa materia e sono stati respinti". I 5 stelle, che ieri avevano abbandonato in polemica i lavori della commissione, hanno tenuto il punto: "Il decreto fiscale è diventato un contenitore omnibus, con norme prive di attinenza e rilievi persino sulla loro ammissibilità. Non intendiamo partecipare a una degenerazione legislativa che mortifica il Parlamento".
Zedda rivendica l'approvazione di un emendamento relatori "che tratta la questione della ritenuta d'acconto sulle provvigioni percepite. Riprende una scelta fatta nella legge di bilancio e di fatto esenta le agenzie di viaggio e turismo dall'applicazione della ritenuta d'acconto sulle provvigioni - spiega la relatrice di FdI -.Considerata la questione internazionale che porta un aumento dei costi anche nel settore del turismo, abbiamo ritenuto che fosse doveroso lavorare su un settore vitale per il sistema Italia". Tra le riformulazioni approvate quella che estende la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali: si introduce una 'tolleranza' di 5 giorni per il pagamento.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

1 ora fa
1










English (US) ·